Revolution Open Source II: un libro e un film

Revolution OS II
Software libero, proprietà intellettuale, cultura e politica
di Arturo Di Corinto

Prezzo: Euro 29,00

Questo libro e questo film sono idealmente il seguito di Revolution OS, che abbiamo pubblicato nel 2003. Quel film era stato realizzato negli Stati Uniti, questo è stato girato in Italia sotto la direzione di Arturo Di Corinto. Vi si possono vedere i protagonisti del mondo del software libero e dell´open source ripercorrere le tappe della “rivoluzione” negli ultimi anni, raccontare le esperienze internazionali, in Sudamerica e in Europa, le pressioni del mercato e le iniziative di valore sociale, il ruolo del software libero nella pubblica amministrazione e nell´istruzione. Accanto al film, il libro raccoglie un gruppo di saggi che approfondiscono gli stessi temi, del curatore Arturo Di Corinto, di Raffaele Meo, Richard Stallman.

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Proprietà intellettuale o patrimonio intellettuale?

Pubblicato il numero zero della rivista ISDR – Il secolo della rete
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Dalla quarta di copertina…
“Al ritorno dal suo viaggio in America Alexis De Toqueville ebbe a dire che lo scontro del futuro sarebbe stato sulla proprietà delle idee. A secoli di distanza il progetto editoriale, di cui questa rivista è il primo solido oggetto, è un tributo a quelle parole profetiche. Le idee, siano esse incarnate in moderni metodi di produzione o nei processi informatici, trasformate in un oggetto gradevole o svincolate da un supporto tangibile, sono diventate il bene più prezioso per la società che diciamo della conoscenza ma anche l’oggetto di un conflitto aspro e problematico…”

Presentazione: Uno Strano Secolo

Già ci pare di sentire i commenti: una rivista che parla di digitale, reti e tecnologie, fatta di carta? Già. Fare una rivista cartacea all’ombra della crisi perenne dell’editoria può sembrare folle, e forse lo sarebbe veramente se non pensassimo di riproporla, svilupparla, estenderla su web. Però la facciamo di carta perché crediamo che una rivista in forma-di-libro rimanga un oggetto utile e aff ascinante, “pesante” e “concreto” non solo per chi è stato educato alla forma-libro della cultura. Di qui la scelta di un oggetto che affianchi la volatilità del digitale, qualcosa da collezionare e sapere dove trovare nello scaff ale della libreria. Oppure se volete, qualcosa che si possa portare in spiaggia senza proteggerlo dalla sabbia e perché ci basterà il lume di una candela per leggerla in viaggio. Forse è vero, siamo un po’ romantici, ma ci piace sentire la consistenza delle pagine fra le mani e nel naso l’odore della colla.

E’ ugualmente folle, direte. Ormai queste cose si leggono sul web. E avreste ragione due volte se non pensassimo che in un gioco di rimandi e associazioni essa possa interagire con altri oggetti e strumenti comunicativi che proprio nella rete trovano il loro ambiente naturale. E infatti ci piace l’idea di portarla in rete e viceversa farne il contenitore per quello che in rete si trova già, per fissare quella bellezza volatile fatta di notizie, curiosità e discussioni di cui la Internet è piena.

“Allora questo vuol dire che la troveremo anche in rete”? Certo. Sul sito www.ilsecolodellarete.it. “Vuol dire che si potrà scaricare da Internet e che potrebbe fi nire su un cd”? Certo. “E la posso anche fotocopiare”? Assolutamente sì. I suoi materiali sono tutelati tutti dalle licenze creative commons e questo signifi ca che si può copiare, scambiare, regalare senza essere presi per criminali. Può bastare? No. C’è una cosa importante da dire: per la sua realizzazione non ci siamo affidati né a finanziatori occulti né ad editori affermati e abbiamo scelto di usare le poche risorse dell’associazione per essere editori di noi stessi. Crediamo che questo ci dia una dose di autonomia importante anche se rende la strada tutta in salita. Ma ecco un’altra obiezione: “non bastano le riviste che sono già in libreria?” Forse. Tuttavia abbiamo l’ingenuità di credere che la proposta che facciamo attraverso la rivista possa essere diversa dalle altre, e non solo per le caratteristiche dell’associazione che la pubblica, Il Secolo della Rete, uno strano crogiuolo di professionisti, esperti e attivisti della comunicazione, ma per la sua stessa fattura. Perché vuole avere un taglio teorico ma non specialistico, usare un linguaggio comprensibile ma non semplificato e mescolarlo in un impianto ibrido, dove all’articolo di taglio giornalistico si alterni il testo accademico, lo studio, la ricerca. Magari l’inchiesta.

Dimenticavamo: il contenitore costa dodici euro, il contenuto è gratis!

Revolution OS

Un film documentario in dvd girato nella Silicon Valley racconta la storia dell’Open Source con interviste a tutti i protagonisti.

Accanto al film, un libro spiega il significato di tutte le parole chiave principali.
Revolution OS. Il Libro e il film. Voci dal codice libero.
La prefazione e’ di Arturo Di Corinto

Le recensioni:
L’Unità
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Prefazione al Libro Revolution OS

Il software non e’ un oggetto qualsiasi ma uno strumento che serve a costruire altri oggetti e strumenti. Il software istruisce i computer a scrivere lettere, fare di conto, disegnare, ma serve anche a fare musica, archiviare storie e idee e progettare macchine e ambienti, registrare i mutamenti del clima o avvertirci di un terremoto.
Il software e’ una particolare forma di linguaggio attraverso cui gli umani trattano il sapere e la conoscenza accumulata nei secoli e per questo non e’ un semplice utensile. Il software e’ un artefatto cognitivo e come tale incorpora intelligenza e lavoro, veicola significati e valori, si porta dietro un’idea di chi lo produce e di chi lo usa. Il fatto che il suo utilizzo sia esclusivo, limitato nel tempo e nello spazio, oppure che invece si possa modificare, regalare, scambiare liberamente e al di la’ delle barriere geografiche, fa una bella differenza.

Se il linguaggio, la langue e la parole, e’ il “sistema operativo” della societa’, il software e’ il linguaggio dell’innovazione scientifica e tecnologica nella societa’ dell’informazione. Per questo deve essere libero, cioe’ liberamente utilizzabile per favorire il progresso di tutta la societa’, di ogni societa’, perche’, al contrario, saremmo tutti un po’ meno liberi.

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La sfida al G8

Don’t hate the media, become the media di Arturo Di Corinto in:
“La sfida al G8” + video “Genova per noi”
Immagini e testimonianze sui tre giorni del G8
Manifestolibri 2001 pp.224 €14,46

Autori
Mario Pianta; Christian Marazzi; Andrea Fumagalli; Marco Bascetta; Antonio Negri; Guido Caldiron; Andrea Colombo; Bendetto Vecchi; Arturo Di Corinto; Lanfranco Caminiti; Guido Caldiron

L’Italia e il “movimento dei movimenti” prima e dopo le giornate di Genova. Background culturale, temi e nuove forme di lotta di un’onda d’urto che non riconosce confini. Genova. Per noi. Per quelli che ci sono stati, per chi avrebbe voluto esserci, per chi non ha idea di quello che è successo, per chi ha contribuito a scrivere con le immagini questo racconto. Genova. Per noi.

Una denuncia dei comportamenti delle forze dell’ordine che, nei giorni del G8, troppo spesso sono state trasformate in forze del sopruso. Genova. Per noi. un ricordo di Carlo Giuliani.

Una serie di testimonianze di un movimento eterogeneo, urgente e necessario, scomposto ma vitale che, in un momento tragico come questo, rimane una delle poche vie di uscita da un vicolo cieco in cui le alternative sembrano essere il terrore e le armi, la guerra e la fine di ogni dialogo e di ogni ragione. Genova. Per noi.

Per chi crede nella necessità di un lungo cammino che rimetta le persone e i loro bisogni al centro della vita e non solo della sopravvivenza. Paolo Pietrangeli A Genova 33 registi cinematografici italiani hanno ricercato la realtà di questo grande e inedito, soggetto politico che i media di tutto il mondo hanno definito Popolo di Seattle.

Un altro mondo è possibile sarà concentrato su questo tema. Tuttavia la tragicità di quanto è accaduto il 20 e 21 luglio ci ha convinto dell’urgenza anche di un altro film capace di denunciare tutte le responsabilità e la gravità di quei giorni. Un gruppo di noi, guidato da Paolo Pietrangeli ha dato vita a Genova. Per noi. Francesco Maselli. Continua a leggere La sfida al G8

Hacktivism. La libertà nella maglie della rete


Un libro di Arturo Di Corinto e Tommaso Tozzi
Manifestolibri, 2002 pp.160 16,50 €

Il libro parla dell’uso di Internet da parte dei movimenti, di attivismo digitale, campagne di informazione, proteste online,… C’e’ anche la storia del movimento hacker italiano, dalle bbs agli hacklabs. Nel libro le istruzioni per le nuove forme di mobilitazione digitale…

Dalla quarta di copertina:

“Hacktivism e’ un’espressione che deriva dall’unione di due parole: Hacking e Activism. L’Hacking e’ un modo creativo, irriverente e giocoso, di accostarsi a quelle straordinarie macchine con cui trattiamo il sapere e l’informazione, i computer, e da sempre indica un modo etico e cooperativo di rapportarsi alla conoscenza in tutte le sue forme.
Activism, indica le forme dell’azione diretta proprie di chi vuole migliorare il mondo senza delegare a nessuno la responsabilita’ del proprio futuro.
Hacktivisti sono gli hacker del software e gli ecologisti col computer, sono artisti e attivisti digitali, ricercatori, accademici e militanti politici, guastatori mediatici e pacifisti telematici. Per gli hacktivisti i computer e le reti sono strumenti di cambiamento
sociale e terreno di conflitto. Hacktivism e’ l’azione diretta sulla rete. Hacktivism e’ il modo in cui gli attivisti del computer costruiscono i mondi dove vogliono vivere. Liberi.” Continua a leggere Hacktivism. La libertà nella maglie della rete

La privatizzazione della vita

La privatizzazione della vita. Brevetti, monopoli, multinazionali. Le alternative alla mercificazione del mondo
La privatizzazione della vita. Brevetti, monopoli, multinazionali. Le alternative alla mercificazione del mondo

*Saggi di: Vandana Shiva, Riccardo Petrella, Vittorio Agnoletto, Andrea
Fumagalli, Giorgio Cremaschi, Gianni Tamino, Benedetto Vecchi, Nicola
Nicolosi, Roberto Imperiali, Arturo Di Corinto, Giancarlo Zinoni,
Roberto Stefani, Andrea Pieralli.*

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Una ragnatela sulla trasformazione

a cura di Anna Carola Freschi e Laura Leonardi [Firenze: City Lights, 1998]

CONCLUSIONI
Arturo Di Corinto, Gettare una ragnatela sulla trasformazione. Appunti per una rete civica

Indice

a) DAL VIRTUALE AL REALE di Paolo Giovannini
b) TECNOLOGIE E ATTORI: RETI E TRASFORMAZIONI SOCIALI
– Laura Leonardi, Eguaglianze virtuali e diseguaglianze reali. Cittadinanza sociale e nuove tecnologie della comunicazione
– Anna Carola Freschi, Cyber society, democrazia e lavoro. Attori sociali e nuovi conflitti
c) RETI E DEMOCRAZIA
– Stefano Sansavini, Accesso telematico universale
-Sandro Moretti, Telematica e diritti: l’esperienza dell’ associazione Isole nella Rete
– Armando De Matthaeis, Politica internazionalista e comunicazione in rete. L’esempio dell’EZNL

– Giacomo Magazzini, Interattività e diritto di accesso: nuovi e vecchi media
– Marco Bartoloni, Comunicazione e diseguaglianza sociale: verso una cittadinanza elettronica?
d) RETI E LAVORO
– Arturo Di Corinto, Il ritornello del telelavoro
– Claudio Giannini, Lavoro e disabilità: opportunità e vincoli della telematica
– Barbara Gualtieri, La tutela della privacy in Internet. Tra netiquette e disciplina legislativa
e)RETI E IDENTITA’
– Piera Codognotto, Nuove libertà, vecchie resistenze?
– Carla Maltinti e Francesca Storai, La rete = plurale femminile
– Tommaso Tozzi, Cotropia: lifeware e coevoluzione mutuale. Per una riformulazione del concetto di arte interattiva
– Juri Radicchi, Fra spazio convenzionale e ciberspazio. I nuovi anfibi
– Giovanni Lopes Pegna, Le associazioni, dai BBS a Internet f) Una CONCLUSIONE
– Arturo Di Corinto, Gettate una ragnatela sulla trasformazione. Appunti per una rete civica
g) ABBECEDARIO CYBER di Ferry Byte