Disinformazione e Deepfake: la democrazia in pericolo

Giovedì 23 aprile ore 9-13, aula Mauro Wolf, primo piano via Salaria 113, Roma

Nelle situazioni di tensione geopolitica la disinformazione aumenta. Se nel passato si era soliti dire che la prima vittima delle guerre è la verità, oggi questo appare vero anche in tempo di pace e nel corso dei conflitti ibridi, sotto la soglia del conflitto aperto. Accade anche che gli attacchi cinetici siano accompagnati dagli attacchi cibernetici ed entrambi vengano legittimati dalla disinformazione. Propaganda e disinformazione viaggiano velocemente nei social. Secondo AI Forensics il 25% dei contenuti prodotti da TikTok sono artificiali. Le notizie dopate con contenuti fotorealistici di origine sintetica sono così la nuova sfida per chi deve analizzare le fonti e riportare i fatti all’opinione pubblica. Per confezionare le notizie, narrare gli avvenimenti e i loro protagonisti, inoltre, i giornalisti, si trovano a gareggiare con youtuber, influencer e opinionisti social.
La verità sostanziale dei fatti diventa sempre più difficile da raccontare.

Alberto Marinelli, Sapienza, Prorettore alle tecnologie innovative per la comunicazione

Laura Camilloni, giornalista, AgenParl
«Information disorder e fake news»

Riccardo Cavaliere, giornalista Rainews24
«Le sei dita di Netanyahu. Deepfake, propaganda, controllo dell’informazione in guerra»

Arturo Di Corinto, giornalista, consigliere ACN
«Disinformazione e propaganda dagli antichi greci a ChatGPT»

Stefano Ferrante, giornalista, segretario Stampa Romana
«Contrastare la disinformazione nella pratica giornalistica quotidiana»

Marco Ramilli, Ceo IdentifAI
«Threat Landscape: The Deepfake Ecosystem»

Christian Ruggiero, professore di Giornalismo RadioTv, CoRiS Sapienza
«La disinformazione nella dieta mediale: troll, deepfake e false notizie»

Luciano Tirinnanzi, editore, giornalista Panorama
«L’editoria di guerra e la costruzione della verità»

Quando il colloquio online lo fanno i deepfake

Quando il colloquio online lo fanno i deepfake

Hacker’s Dictionary. Video e audio fasulli sono uno strumento di disinformazione, e vengono usati anche per furti e frodi. L’allarme di Fbi ed Europol

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 14 Luglio 2022

Nel 2020 un dirigente di banca di Hong Kong ha ricevuto una telefonata da un uomo di cui conosceva la voce: il direttore di una società con cui aveva già parlato. La sua azienda stava per effettuare un’acquisizione e aveva bisogno che la banca autorizzasse alcuni bonifici per un importo di 35 milioni di dollari.

Un avvocato di nome Martin Zelner era stato assunto per coordinare le procedure e il direttore della banca poteva vedere nella sua casella di posta le e-mail del direttore e di Zelner confermare le richieste. Il direttore della banca, ritenendo tutto legittimo, ha iniziato a fare i bonifici.

Quello che non sapeva era di essere stato ingannato da un’elaborata truffa in cui i truffatori avevano usato la tecnologia del «deep fake audio» per clonare la voce del suo interlocutore.

Il Manifesto: Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 21 Giugno 2018

Le agenzie militari e di intelligence di tutto il mondo conducono da tempo guerre informative segrete nel cyberspazio. I meme delle loro psy-ops, le operazioni di disinformazione, influenzano profondamente le percezioni pubbliche della verità, del potere e della legittimità. La campagna del presidente Trump e il ruolo di Cambridge Analytica sono finiti sotto osservazione per il microtargeting, il dark advertising e le fake news, ma non sono state solo le elezioni presidenziali americane del 2016 ad essere caratterizzate da un mix di notizie false, intromissioni straniere, attacchi informatici e propaganda social.

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