Anonymous affina le sue armi contro l’IS. E c’è un software scritto da italiani
Tutti gli strumenti di Anonymous per tracciare profili, comunicazioni e finanziamenti destinati alla galassia terrorista. Come si arriva all’identità dei terroristi
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Novembre 2015
C’è una novità della guerra informatica che Anonymous ha dichiarato ai terroristi dell’IS. E l’hanno studiata due esperti di sicurezza italiani (che pure non fanno parte della galassia degli hacktivisti) uno dei quali è noto nell’ambiente degli hacker con il soprannome “The Pirate”. Dalla loro abilità con le righe di codice sta nascendo un software in grado di tracciare i flussi di comunicazione della galassia jihadista su Twitter. Lo strumento in questione di Chiama Geosec ed è un “bot”, ovvero un robo-software che geolocalizza in automatico le comunicazioni in arabo e le filtra per pertinenza. Un programma – ancora in beta – che presto sarà in grado di capire dove si trova chi sta digitando una certa cosa sul microblog. Successivamente, esperti di data analys studiano i profili ricavati da questi big data, e una volta vagliati, vengono eventualmente passati all’intelligence nazionale. Continua a leggere La Repubblica: Anonymous affina le sue armi contro l’IS. E c’è un software scritto da italiani
#OpParis, Anonymous: “Siamo sulle tracce dei terroristi e non ci fermeremo”
ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 15 novembre 2015
In un videocomunicato diffuso in rete, un avatar di Anonymous legge con un forte accento francese una brevissima nota sugli attentati di Parigi chiamando a raccolta tutti coloro che si riconoscono negli ideali di libertà della galassia hacktivista. Il video annuncia ufficialmente l’apertura di #OpParis e l’intenzione di perseguire autori, mandanti e fiancheggiatori degli attentati parigini. Questo il testo: “Saluti a voi, cittadini del mondo. Noi siamo Anonymous. Prima di tutto vogliamo esprimere il nostro dolore e solidarietà per le vittime, i feriti e le loro famiglie. Per difendere i nostri valori e la nostra libertà siamo sulle tracce degli appartenenti ai gruppi terroristici responsabili degli attacchi, non ci fermeremo, non dimenticheremo, e faremo tutto il necessario per porre fine alle loro azioni. Durante gli attacchi a Charlie Hebdo, avevamo già dichiarato la nostra determinazione a neutralizzare chiunque attaccasse le nostre libertà. Adesso faremo lo stesso. Aspettatevi la nostra totale mobilitazione. La violenza non ci indebolirà, ma ci darà la forza per unirci e combattere insieme la tirannia e l’oscurantismo. Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Non dimentichiamo. Non perdoniamo. Aspettateci”
(a cura di Arturo Di Corinto)
Gli hacker di Anonymous hanno ‘spento’ centinaia di account Twitter e Facebook di presunti appartenenti allo Stato Islamico. Sarebbe la vendetta annunciata dopo la strage di Charlie Hebdo. La coalizione anti-Isis conta, dunque, un nuovo combattente. Ma chi sono gli hacker che rientrano in questa galassia? Elena Scotoni ha intervistato in studio Arturo Di Corinto, giornalista e blogger. – See more at: http://www.rainews.it/archivio-rainews/media/anonymous-contro-isis-arturo-di-corinto-rainews-perche-hacker-lottano-jihad-8b6f3b4f-f4b5-47ae-9b1e-96a9d0c8f3ae.html
9 febbraio 2015
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