Il Manifesto: Genesis: il mercato nero dei tuoi dati bancari

Genesis: il mercato nero dei tuoi dati bancari

Hacker’s Dictionary. Login, password, e maschere digitali. I ricercatori di Kaspersky hanno scoperto come gli hacker criminali sfruttano i sistemi antifrode delle banche per truffarne i clienti

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 24 Aprile 2019

Due giorni fa un 24enne italiano ha rubato le credenziali di un milione e mezzo di email di Virgilio e di Libero. Con quei dati è facile impersonare qualcuno nel cyberspace, spacciarsi per un creditore o accedere ai servizi finanziari della vittima vista la tendenza a usare stessa login e stessa password per ottenere servizi diversi. Commettendo così un grave errore.

Durante il Kaspersky Security Analyst Summit 2019 a Singapore i ricercatori dell’omonima azienda di cybersecurity hanno svelato un nuovo tipo di truffa che coinvolge i clienti delle banche: la compravendita dei loro profili digitali generati dalle impostazioni antifrode.

I ricercatori hanno scoperto il posto dove si vendono queste informazioni tanto sensibili. Si tratta di un marketplace illegale nel Dark Web di nome Genesis. Dentro Genesis è possibile scegliere tra 60.000 identità digitali rubate per aggirare le impostazioni antifrode delle banche. Per essere precisi si tratta di «digital mask», profili cliente unici – e per questo considerati altamente affidabili – di chi svolge transazioni elettroniche, ad esempio utilizzando la carta di credito. Continua »

Il Manifesto: Il Dark Web non è scuro abbastanza

Il Dark Web non è scuro abbastanza

Hacker’s Dictionary. Diverse agenzie statunitensi con il supporto di Europol hanno condotto l’operazione SaboTor contro il traffico di droga nel Dark Web arrestando 61 persone e sequestrando quasi 5 milioni di dollari in cryptovalute

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 Marzo 201

Il Dark Web, il Web oscuro, non è scuro abbastanza. Lo hanno scoperto a proprie spese venditori e acquirenti di droghe illegali finiti in manette nei giorni scorsi nell’ambito di un’operazione di polizia internazionale.

Durante l’operazione SaboTor il team di agenti di J-CODE, con il supporto di Europol, ha infatti arrestato 61 persone e chiuso 50 account nel Dark Web utilizzati per attività illegali. Gli agenti di questo gruppo speciale hanno anche eseguito 65 mandati di perquisizione, sequestrando 299 kg di droghe, 51 armi da fuoco e 7 milioni di dollari: due terzi in criptovaluta, gli altri in contanti e una piccola parte in oro. L’operazione SaboTor, che fa il verso alla parola «saboteur» per riferirsi al sabotaggio del Tor browser, lo strumento che permette di navigare in maniera anonima il Dark Web, è cominciata a luglio scorso e ha raggiunto il suo apice a marzo.
Un duro colpo per la credibilità dei gestori dei blackmarket nel Dark Web e per i loro clienti che adesso sanno di non essere abbastanza protetti dall’oscurità del web. In quel mondo, al confine tra il legale e l’illegale, dove l’anonimato è tutto, equivale a chiudere.

L’operazione è stata condotta attraverso un vasta indagine volta a penetrare le reti online anonime che i trafficanti di droga usano per vendere narcotici e oppioidi sintetici sia ai malati che ne hanno bisogno che a spacciatori e tossicomani che possono ordinare e ricevere i farmaci senza mai uscire di casa. Continua »

Cybersecurity: Che cos’è il Dark Web e perché non ci fa paura

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Che cos’è il Dark Web e perché non ci fa paura

Surface web, Deep web e Dark web: tre modalità d’accesso diverse a contenuti online che possono essere sicuri o pericolosi, legali o illegali, morali o immorali

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 7 dicembre 2016

Il web non è solo quello che conosciamo e usiamo ogni giorno. Quando parliamo di web in genere ci riferiamo ai siti web del nostro giornale preferito, dell’università, dei motori di ricerca, ai blog e ai social network. Ma questo è soltanto il surface web, il web di superficie. Il surface web è la punta dell’iceberg di tutti questi servizi che emergendo da Internet, chiamiamo genericamente WEB. Sotto al web di superficie c’è il Deep Web. Continua »

Cybersecurity: Possono scoprire in anticipo la vendita di zero-days nel dark web. I ricercatori cercano fondi

cyber_securityPossono scoprire in anticipo la vendita di zero-days nel dark web. I ricercatori cercano fondi

Data mining e machine learning usati per analizzare i forum del deep web da cui partono le offerte di vendita di exploits e malware, ecco il segreto.

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 16 agosto 2016

Un team di dieci ricercatori dell’Università statale dell’Arizona ha appena pubblicato un paper dove spiegano una efficiente metodica per individuare la vendita di exploits nel dark web. La ricerca, pubblicata col nome di “Darknet and Deepnet Mining for Proactive Cybersecurity Threat Intelligence”, illustra l’uso tecniche di data mining e di machine learning per analizzare i forum del deep web da cui partono le offerte di vendita di exploits e malware. Continua »

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