Tempi duri per gli spioni in Europa

Tempi duri per gli spioni in Europa

HACKER’S DICTIONARY. Pegasus, Kaspersky e le piattaforme americane: la Ue contrattacca con una serie di iniziative volte a limitare i rischi dello spionaggio politico, commerciale e statuale che viola i diritti fondamentali dei suoi cittadini

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 Aprile 2022

Negli ultimi dieci giorni tre decisioni slegate tra di loro potrebbero migliorare la sicurezza dei cittadini italiani ed europei nel cyberspace.

Tre fatti slegati tra di loro, ma tutti legati allo spionaggio.

Il primo riguarda lo spionaggio statuale, laddove lo spyware Pegasus venduto ai governi di Ungheria, Polonia, Spagna e forse Francia, è stato probabilmente usato per violare i diritti fondamentali dei cittadini Ue; il secondo riguarda il potenziale spionaggio politico realizzabile con software e tecnologie russe; il terzo riguarda lo spionaggio commerciale delle piattaforme americane che profilano i propri utenti e li guidano a fare scelte che non farebbero di propria iniziativa.

Giornalisti e attivisti, difendetevi da Pegasus

Giornalisti e attivisti, difendetevi da Pegasus

Hacker’s Dictionary. Dal 2016 sono stati 30 mila gli avvocati, i difensori dei diritti umani e giornalisti sorvegliati con lo spyware Pegasus. Ma il software israeliano non è l’unico usato per entrare nelle organizzazioni mediatiche. Ecco i consigli per proteggersi

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 10 Febbraio 2022

I giornalisti di Times, Sun, Wall Street Journal e New York Post sono stati hackerati. La casa madre, la NewsCorp di Rupert Murdoch, ritiene che tale attacco sia parte di un’operazione di spionaggio collegata a una nazione estera, presumibilmente la Cina, ed esprime la propria preoccupazione per la sicurezza dei suoi giornalisti. Secondo Toby Lewis, direttore Threat Analysis di Darktrace: “Quando gli attacchi avvengono contro i media, hanno un puro scopo di spionaggio, il vero obiettivo non sono i giornalisti, ma le loro fonti”. 

Software spia, alla fine lo scandalo Pegasus è scoppiato anche in Israele

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Il programma di Nso sarebbe stato usato per hackerare alti funzionari del Paese e i testimoni del processo all’ex premier Netanhyau. E sarebbe servito anche a sorvegliare il giornalista Jamal Khashoggi, poi ucciso

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 9 Febbraio 2022

La polizia israeliana avrebbe utilizzato lo spyware Pegasus di Nso per hackerare i telefoni di personaggi pubblici, inclusi giornalisti, dipendenti del governo e collaboratori dell’ex primo ministro Netanyahu, senza un ordine del tribunale: a rivelarlo, una serie di articoli del giornale economico Calcalist a firma di Tomer Ganon.

Pegasus consente di accedere da remoto ai telefoni cellulari infettati dal software spia e sarebbe stato usato, secondo il Citizen Lab di Toronto, per sorvegliare centinaia di giornalisti e attivisti per i diritti civili in 45 Paesi del mondo, un fatto confermato dalle analisi di Amnesty International.

180 giornalisti e 13 capi di Stato spiati da Pegasus: ecco come ci sono riusciti

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Il software spia prodotto da Nso Group sarebbe stato usato per sorvegliare anche attivisti e dissidenti: la prova l’ha fornita il Security Lab di Amnesty International guidato da un italiano

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 19 Luglio 2021

È così efficiente che costa 8 milioni di euro: il software di sorveglianza Pegasus torna alla ribalta delle cronache per lo spionaggio di 180 giornalisti e migliaia di attivisti dei diritti umani.

La notizia, diffusa dalla ong Forbidden Stories e da Amnesty International e riportata da 17 testate giornalistiche, sta facendo tremare mezzo mondo perché coinvolge anche politici e capi di Stato e, come ha già dichiarato Edward Snowden, potrebbe rappresentare la più grossa violazione della privacy dai tempi di Prism, il programma Usa di sorveglianza elettronica da lui svelato nel 2013.