Iperconnessi ma anche fragili
Chi vince nel nuovo mondo?
Una ricerca del Pew Internet Project e della Elon University riflette sul rischio di essere sempre connessi per giovani e adolescenti. E si divide di ARTURO DI CORINTO
per Repubblica del 13 Marzo
Giovani e adolescenti cresciuti con la presenza costante di Internet sono capaci di dedicare la propria attenzione a molte cose contemporaneamente. La rete è per loro una protesi cognitiva e la consuetudine al suo utilizzo fa in modo che imparino ad affrontare il mondo e i suoi problemi in maniera diversa dai genitori e dagli adulti. Una ricerca della Elon University e del Pew Internet Project sostiene che gli effetti dell’esposizione costante alle informazioni in rete influenza grandemente gli stili di vita dei giovani. In maniera positiva, almeno per ora. I 1000 esperti intervistati nella ricerca predicono infatti che la generazione cresciuta con Internet, i cosiddetti “Millennial” corre il rischio di non sapere esercitare l’attesa, la pazienza, e il pensiero critico, proprio a causa dell’ “iperconnessione”.
Che si tratti infatti di di twittare, googlare, likare o messaggiare, la generazione AO (Always On, “sempre connessa”), è costituita da un gran numero di collettori di informazione. Se sfruttano con competenza il potere dell’intelligenza connettiva, o rischiano di trasformarsi in “droni” manipolabili con scarsa capacità d’attenzione è un dibattito aperto. Continua a leggere La Repubblica: Iperconnessi ma anche fragili Chi vince nel nuovo mondo?
















