Viaggio nella cyber-jihad del califfato islamico
Gli hacktivisti non stanno più da una parte sola. Le fazioni in lotta nella guerra cibernetica che vede al centro lo Stato islamico usano strumenti e tattiche simili sul web. Ciò che le differenzia sono i valori alla base della loro azione e la scelta del campo dove stare. Con qualche trucco informatico non facile da replicare
di ARTURO DI CORINTO del 3 Marzo 2015
LA PROPAGANDA dello Stato Islamico non conosce sosta. E se qualcuno aveva dubbi sull’efficacia delle strategie delle sue strutture di comunicazione, oggi si deve ricredere e confrontarsi con una situazione di vera e propria guerra mediatica di difficile contenimento. All’inizio erano le azioni realizzate dai combattenti della bandiera nera raccontate da agenzie di stampa e riprese dai media arabi e occidentali. Poi sono arrivati i video realizzati in proprio da Al Furqan Media e postati su Isdarat-Tube, costruiti per altro con una buona tecnica cinematografica. Dopo ancora sono venuti i reportage diffusi via web del giornalista John Cantlie, avvicinato alla causa islamista, infine sono arrivate le interviste ai rappresentanti del Califfato, riportate in una serie di documenti scritti, tradotti e diffusi in molte lingue da Al Hayat Media Center. Continua a leggere La Repubblica: Viaggio nella cyber-jihad del califfato islamico


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