
La Repubbica: Anche Wolverine e Spock diventano difensori della privacy


Anche le biblioteche Usa vogliono usare Tor: “È una questione di libertà”
Settimane intense per il progetto di privacy e anonimizzazione noto come The Tor Project. Le biblioteche si mobilitano per usare il suo software mentre le autorità di Internet gli concedono il Top Level Domain
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 22 Settembre 2015
DA DIVERSO tempo il software di anonimizzazione Tor ha i suoi difensori nelle istituzioni, ma che si potesse assistere a una manifestazione in suo favore da parte degli utenti delle biblioteche non era certo nelle attese degli attivisti per la privacy. Nella scorsa settimana, infatti, una biblioteca del New Hampshire, la Kilton Public Library di Lebanon, nonostante il parere contrario della polizia, ha deciso, dopo un’assemblea pubblica, di continuare a fornire banda e computer alla rete dei relay di Tor, il network di server che, rimbalzando le comunicazioni cifrate dal software omonimo, ne garantisce la sicurezza.
Tor infatti impedisce l’analisi del traffico delle comunicazioni via internet, dalla navigazione alle chat, proprio attraverso questa rete di computer intermedi, gli onion router, gestiti da volontari, che proteggono i dati rivestendoli con strati successivi di crittografia. Da qui il nome: onion, infatti, vuol dire cipolla. E da quando è stato avviato, The Tor Project è diventato uno degli strumenti principali per garantire l’anonimato su Internet agli attivisti per i diritti civili, soprattutto nei paesi autoritari, ma anche a chi non vuole che le aziende usino i dati delle nostre navigazioni per offrirci pubblicità mirata o che un governo impedisca ai suoi cittadini di leggere contenuti scomodi. Continua a leggere La Repubblica: Anche le biblioteche Usa vogliono usare Tor: “È una questione di libertà”
Difendiamo subito le giornaliste dai bulli della rete
di Arturo Di Corinto per CheFuturo! del 8 settembre 2015
Se scrivi e sei donna è facile diventare bersaglio dell’ignoranza e dei pregiudizi maschili, ma se lo fai per lavoro potrebbe essere anche peggio. Sopratutto se ti occupi di politica, religione e sessualità. Le giornaliste donne sono due volte bersaglio di intimidazioni e censure: in quanto donne e in quanto giornaliste. A confermare questa consapevolezza che sta lentamente emergendo, arrivano ora due rapporti, uno dell’OSCE e uno dell’UNESCO. Non che attacchi, minacce e abusi verso i colleghi maschi manchino, ma gli attacchi a donne blogger e giornaliste sono di gran lunga superiori e quasi sempre basate sulla loro appartenenza di genere. Continua a leggere CheFuturo! – Difendiamo subito le giornaliste dai bulli della rete
Dagli orti urbani alla pulizia degli oceani: i 5 progetti che cambieranno il mondo in meglio secondo INDEX
A Elsinore, in Danimarca, il 27 agosto la giuria di INDEX (INternational DEsign EXhibition), ha premiato le idee progettuali che avranno il maggior impatto su scala globale. Ecco i video che le raccontano
di 3 settembre 2015
INDEX: Design for Life premia i migliori progetti di design realizzati a livello internazionale. L’iniziativa, avviata nel 2002, manco a dirlo, è nata in un posto dove prendono il design molto sul serio, la Danimarca, ed è l’acronimo di INternational DEsign EXhibition, una manifestazione internazionale tutta dedicata al design sotto gli auspici della Corona danese. Ma INDEX nel tempo si è smarcata dall’idea di premiare la qualità del design di tazzine da caffè e poltroncine e si è dedicata a cercare, selezionare e premiare quei progetti che cambiano, per davvero, e in meglio, la vita delle persone. Un po’ quello che cerchiamo di raccontare su The Next Tech. Da pochi giorni sono noti infatti i vincitori del premio internazionale e un paio di questi sono stati raccontati su Start-Up Italia e The Next Tech.
I PREDATORI DEL TURISMO ITALIANO
Motori di ricerca stranieri che incassano percentuali altissime sulle prenotazioni, politici che hanno sperperato enormi risorse destinate alla promozione internazionale in progetti fallimentari, albergatori incapaci di adeguare l’offerta alle nuove richieste: è colpa loro se l’enorme giacimento di ricchezza rappresentato dal nostro patrimonio naturale e artistico rende molto meno di quanto potrebbe. Voltare pagina però è possibile, anche se faticoso e pieno di insidie, come testimoniano gli sforzi di rinascita di Pompei
La corsa ad ostacoli del nuovo Enit
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 31 Agosto 2015
ROMA – L’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo del Mibact, ha da poche settimane un nuovo consiglio di amministrazione. Composto da Evelina Christillin, Antonio Preiti e Fabio Lazzerini, ha il difficile compito di gestire la trasformazione dell’agenzia da ente di diritto pubblico a ente di diritto privato come previsto dal nuovo statuto da poco registrato dalla Corte dei Conti dopo sei mesi di rimpalli. Ma i tre hanno un compito anche più grave, quello di tentare l’ennesimo rilancio del turismo italiano traghettando l’ente in un contenitore più articolato, una struttura capace di promuovere il Made in Italy nel commercio e nel turismo, anche attraverso lo sport, vecchio progetto del presidente del Consiglio Matteo Renzi.
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I PREDATORI DEL TURISMO ITALIANO
Motori di ricerca stranieri che incassano percentuali altissime sulle prenotazioni, politici che hanno sperperato enormi risorse destinate alla promozione internazionale in progetti fallimentari, albergatori incapaci di adeguare l’offerta alle nuove richieste: è colpa loro se l’enorme giacimento di ricchezza rappresentato dal nostro patrimonio naturale e artistico rende molto meno di quanto potrebbe. Voltare pagina però è possibile, anche se faticoso e pieno di insidie, come testimoniano gli sforzi di rinascita di Pompei
I colossi del web ci lasciano le briciole
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 31 Agosto 2015
ROMA – La ricerca di una destinazione turistica e l’organizzazione di una vacanza oggi passano attraverso l’uso della rete. A farla da padrone sono i motori di ricerca e Youtube che permette di guardare i video dei posti che si vorrebbero visitare e dove si vorrebbe soggiornare. Poi ci sono i grandi siti di prenotazione online che almeno un turista su tre visita prima di programmare un viaggio.
Quando chi si prepara ad andare in vacanza cerca informazioni online su siti, app e portali, guarda diverse cose: intanto i costi, avendo bene in mente quanto può spendere, osserva con attenzione foto e video, dà un’occhiata alle recensioni e soprattutto all’elenco dei servizi offerti stilato da chi ne parla. E solo dopo decide. Se le foto e i video sono di buona qualità e i servizi adeguati ai costi, con due click prenota viaggio e albergo. La possibilità di conoscere, valutare e comprare le diverse offerte prima di acquistare un prodotto turistico online è uno dei motivi per cui le agenzie di viaggio sul web ricoprono un ruolo cruciale nel settore.
Le Online travel agencies, le (Ota, così si chiamano in gergo), sono le agenzie di viaggio che sul web presentano le strutture alberghiere, i pacchetti turistici disponibili e l’elenco dei servizi correlati (“ancillari”), per programmare un viaggio senza troppi mal di testa Le più importanti sono tutte straniere: Expedia, Hotels.com, Priceline, Trivago, e da poco TripAdvisor. Continua a leggere La Repubblica Inchieste: I predatori del turismo italiano – I colossi del web ci lasciano le briciole
I PREDATORI DEL TURISMO ITALIANO
Motori di ricerca stranieri che incassano percentuali altissime sulle prenotazioni, politici che hanno sperperato enormi risorse destinate alla promozione internazionale in progetti fallimentari, albergatori incapaci di adeguare l’offerta alle nuove richieste: è colpa loro se l’enorme giacimento di ricchezza rappresentato dal nostro patrimonio naturale e artistico rende molto meno di quanto potrebbe. Voltare pagina però è possibile, anche se faticoso e pieno di insidie, come testimoniano gli sforzi di rinascita di Pompei
Grande stagione, ma problemi intatti
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 31 Agosto 2015
ROMA – I numeri non sono ancora ufficiali, ma le proiezioni dicono che l’Italia potrebbe chiudere in bellezza questa stagione turistica, con un aumento del 10% di turisti sul territorio nazionale. Stime che riguardano il quadrimestre delle vacanze lunghe, giugno-agosto, e che potrebbero essere confermate dai dati di luglio e agosto, ma che non prendono in esame i risultati complessivi dell’industria dell’accoglienza turistica dei mesi successivi e quella nei periodi di festa e nei weekend. Ma soprattutto non sono correlati alle performance dei paesi competitori che fanno meglio dell’Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio di Federalberghi emerge infatti un incremento tendenziale degli stranieri in Italia pari al 2.5% mentre i nostri connazionali in vacanza arriverebbero addirittura all’8.6%. Continua a leggere La Repubblica Inchieste: I predatori del turismo italiano – Grande stagione, ma problemi intatti
STEFANO QUINTARELLI, parlamentare di Scelta Civica, Intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologia.
ARTURO DI CORINTO, giornalista Repubblica.it
STEFANO TRUMPY, Internet Society Italia
Conduce David De Filippi
“Io ho un concetto etico del giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare. E le sofferenze e le sopraffazioni, la corruzione, la violenza che non è stato capace di combattere”. [Pippo Fava]
Continua a leggere Rassegna articoli bancarotta Promuovitalia e stallo Enit
L’imprenditore statunitense di origini sudafricane a capo di Tesla Motors annuncia l’idea di automatizzare la ricarica delle auto elettriche con un braccio robotico e subito piovono i “like”. Qui vi presentiamo il video.
di 7 agosto 2015
Con un sintetico messaggio ben sotto i 140 caratteri, Elon Musk, il ragazzo terribile di Tesla Motors, annuncia lo Snakebot Autocharger per automatizzare completamente la ricarica delle auto elettriche prodotte dalla sua azienda.
Già cofondatore di PayPal, l’ideatore dell’azienda di trasporti spaziali SpaceX, CEO di Tesla Motors, oggi a Capo di Solar City, ha deciso di condividere la sua idea con un breve video su Twitter che qui vi presentiamo.
Forse il nome SnakeBot AutoCharger non sarà definitivo e non lo sarà neppure il design di questo braccio robotico che il giovane imprenditore di origini sudafricane vorrebbe per il futuro, ma intanto è “un esperimento concettuale”, preoccupato com’è dello sforzo necessario ad attaccare manualmente il caricabatterie elettrico. Di seguito l’immagine diffusa da Tesla Motors di come il dispositivo potrebbe apparire nel futuro.
Il sistema robotico, che fa pensare ai Transformers, potrebbe diventare nel futuro tanto intelligente da riconoscere la vettura e attaccarcisi quando viene parcheggiata, ma dovrebbe anche staccarsi da solo per evitare il rischio che rimanga collegato all’automobile per evitare spiacevoli conseguenze.
Mobile justice: l’app che denuncia le brutalità della polizia
L’Aclu, associazione americana per i diritti civili, ha realizzato un’app per filmare gli abusi della polizia: se si prova a bloccarla manda tutto agli avvocati. Il codice, personalizzabile, si trova su Sourge Forge. Il suo video-tutorial è stato visto 23 milioni di volte
per The Next Tech del 30 luglio 2015
Una sotterranea tensione razziale pervade l’America. Negli ultimi anni sono state decine le vittime innocenti della brutalità della polizia e quasi sempre di colore. Abusi, violenze e omicidi che continuano nonostante le dure prese di posizione del presidente Barack Obama e le denunce della comunità afroamericana.
Per questo motivo l’American Civil Liberties Union (ACLU), associazione che dal 1920 si batte per il ripetto dei diritti civili degli americani, ha deciso di realizzare una app per smartphone in grado di denunciare i comportamenti scorretti della polizia nel mentre si verificano.
La app, che si chiama Mobile Justice, fa tre semplici cose: registra il fatto con la telecamere dello smartphone, testimonia l’accaduto e lo denuncia.
Nell’ultima versione è sufficiente scuotere il telefono per far partire la registrazione che, quando viene stoppata dall’operatore o in seguito all’intervento di chi non vuole essere filmato, viene spedita automaticamente ai server dell’ACLU dove sarà visionata dagli avvocati incaricati costituendo una prova in caso di giudizio.
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E ora anche la Rete ha la sua Carta dei Diritti
Arturo Di Corinto per La Repubblica del 29 Luglio 2015 (pag.29)
“L’accesso a Internet è un diritto umano fondamentale.” Con queste parole la presidente Laura Boldrini ha presentato ieri la “Carta dei diritti in Internet” nella sala del mappamondo della Camera dei Deputati. Frutto del lavoro di una commissione di studio composta da parlamentari ed esperti, arricchita dalle proposte raccolte in una consultazione online durata cinque mesi, la Carta è una sorta di decalogo dei diritti esigibili in rete relativamente all’accesso, alla privacy, alla sicurezza di chi la rete la usa per lavorare, socializzare e fare impresa, ma offre anche indicazioni specifiche per l’evoluzione e il suo “governo” futuro.
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Ma la vera medicina è la consapevolezza
Intervista all’avvocato e professore esperto di web Guido Scorza
Arturo Di Corinto per La Repubblica Sera del 28 Luglio 2015
L’inglese “The Guardian” ha appena pubblicato una “fuga di notizie” relativa ai dati delle richieste avanzate a Google per “essere dimenticati” dalla rete rivelando un dato inatteso: Il 95% delle domande europee di cancellazione dei dati viene da persone normali e non da personaggi pubblici. E questo dato ci fa capire che al contrario di quanto sostenuto da Mr. Facebook, i cittadini europei sono molto attenti alla loro privacy.
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Laura Boldrini presenta la Carta dei diritti di internet: “È unica al mondo”
La presidente della Camera ha sottolineato l’importanza di questo corpus di principi: un testo di spirito costituzionale e di portata internazionale, elaborato da una commissione ad hoc coordinata dal giurista Stefano Rodotà
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 28 luglio (h.13:00)
“Internet farà sempre più parte del nostro futuro, perciò dobbiamo occuparcene.” Comincia così la presentazione da parte di Laura Boldrini dei lavori della Commissione per la Carta dei diritti di Internet che mette nero su bianco i diritti esigibili dai cittadini nello spazio complesso della rete. “Oggi, esattamente a distanza di un anno presentiamo il lavoro della Commissione e per questo voglio ringraziare tutti i partecipanti ai lavori e in particolare i parlamentari dell’intergruppo sulle nuove tecnologie. Dopo decine di audizioni, 5 mesi di consultazione e 14 mila accessi alla piattaforma online che hanno prodotto 590 opinioni espresse sui contenuti della carta, siamo all’alba di un fatto di grande rilevanza.”
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Internet, ecco la Carta dei diritti e dei doveri della rete
Il documento presentato oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati. Al centro dell’iniziativa la grande attenzione all’uso consapevole della rete e al rispetto delle diversità e all’equilibrio di diritti contrapposti
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 28 Luglio 2015 (h. 12:00)
DOPO UN ANNO di lavoro, decine di audizioni e la raccolta online delle opinioni dei cittadini, il percorso di definizione di questa specie di “Costituzione” della rete vede finalmente il suo compimento. Rispetto al testo diffuso nell’ottobre scorso, elaborato dai venti esperti e parlamentari coinvolti, presenta alcune importanti novità, soprattutto rispetto a temi sensibili come il copyright, la cultura, il digital divide e il “potere contrattuale” di chi usa Internet per divertirsi, lavorare, fare impresa, “dialogare” con lo Stato ed esercitare i diritti di cittadinanza nella dimensione immateriale della rete.
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GIS WATCH 2015 – Sexual rights and the internet
Organization: Eurovisioni
Website: http://www.eurovisioni.it
This edition of GISWatch presents stories from around the world on how the politics of sex and sexual rights activism takes place online. We want to research how generally accepted sexual identities, as well as marginalised sexualities, are expressed, regulated and moralised on the internet. We also want to show how this relates to the threats of surveillance, censorship and online violence.
The eight thematic reports introduce the theme from different perspectives, including the global policy landscape for sexual rights and the internet, the privatisation of spaces for free expression and engagement, the need to create a feminist internet, how to think about children and their vulnerabilities online, and consent and pornography online.
These thematic reports frame the 57 country reports that follow. The topics of the country reports are diverse, ranging from the challenges and possibilities that the internet offers lesbian, gay, bisexual, transgender and intersex (LBGTI communities, to the active role of religious, cultural and patriarchal establishments in suppressing sexual rights, including same-sex marriage, to the rights of sex workers, violence against women online, and sex education in schools. Each country report includes a list of action steps for future advocacy.
The timing of this publication is critical: many across the globe are denied their sexual rights, some facing direct persecution for their sexuality (in several countries, homosexuality is a crime). While these reports seem to indicate that the internet does help in the expression and defence of sexual rights, they also show that in some contexts this potential is under threat – whether through the active use of the internet by conservative and reactionary groups, or through threats of harassment and violence. The reports suggest that a radical revisiting of policy, legislation and practice is needed in many contexts to ensure that the possibilities of the internet for guaranteeing sexual rights are realised all over the world.
Download the report in PDF format
Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Some rights reserved.
Privacy, accesso e diritti della persona. E’ la Carta dei diritti di internet
La versione definitiva sarà presentata martedì alla Camera. Dovrebbe rafforzare l’accesso inteso come diritto fondamentale, ampliare il concetto di privacy e introdurre un’equilibrata previsione circa i diritti e i doveri di chi produce e diffonde conoscenze in rete
di ARTURO DI CORINTO del 25 Luglio 2015
MARTEDÌ 28 luglio è un giorno speciale per la rete in Italia. Alle 11 sarà ufficialmente approvata la Carta dei diritti di Internet, che subito dopo sarà illustrata nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, alla presenza del professore Stefano Rodotà, della presidente Laura Boldrini e dei membri della commissione che l’hanno elaborata. Il testo, su cui si mantiene riserbo, è il risultato delle proposte della commissione e delle integrazioni effettuate nel corso delle audizioni e della consultazione pubblica al testo iniziale diffuso l’anno scorso. E contiene un insieme di principi ispiratori per garantire i diritti di chi Internet la usa ogni giorno e per favorirne sviluppo, efficienza e resilienza (ovvero la capacità di sostenere un trauma senza cedimenti strutturali). Continua a leggere La Repubblica: Privacy, accesso e diritti della persona. E’ la Carta dei diritti di internet
Il direttore di Federturismo attacca Wired sullo scandalo Promuovitalia
Antonio Barreca, direttore generale dell’organo confindustriale, ci taccia di fare giornalismo senza dignità per aver raccontato, per primi, il furto di bilanci e documenti legati alla bancarotta di Promuovitalia
di ARTURO DICORINTO per Wired del 24 Luglio 2015
Con un singolare attacco a Wired ieri il direttore generale di Federturismo, Antonio Barreca, ha dichiarato su Twitter che il nostro giornale ha scritto un “articolo vergognoso”, e che facciamo un “giornalismo senza dignità”. Si riferiva alla cronaca da noi raccontata del furto di sette computer su 110 all’interno degli uffici di Promuovitalia, da un paio d’anni agli onori delle cronache per la cattiva gestione che ha portato due settimane fa alla sua bancarotta. In quei sette computer della società vigilata dal Mibact c’erano bilanci, fatture, protocolli, verbali e timesheet dei progetti il cui mancato adempimento ha progressivamente mandato in rosso la gestione della società e messo in mezzo a una strada 1000 tirocinanti, centinaia di lavoratori e causato più di un imbarazzo a Mise e Mibact. Continua a leggere Wired: Il direttore di Federturismo attacca Wired sullo scandalo Promuovitalia
https://www.youtube.com/watch?v=jtfPNkydSRI&feature=youtu.be
Se Instagram vieta i #curvy vuol dire che sui social siamo tutti nudi (e indifesi)
di ARTURO DI CORINTO per Che Futuro! del 22 luglio 2015
La censura dell’hashtag #Curvy da parte di Instagram ha aperto un grosso dibattito in rete circa ciò che è lecito postare all’interno dei social network. Curvy è l’aggettivo inglese che indica una donna dalle forme prosperose, e l’hashtag che l’accompagna dovrebbe avere la funzione di disseminare e trovare più facilmente contenuti collegati a questo tema.
Perché l’hanno fatto? Ufficialmente perché l’hashtag sarebbe associato a immagini della nudità femminile che violano i termini di servizio del social network. E tuttavia hashtag come #anorexic, #anorexilove, #straightwomen che corrono lo stesso rischio, non sono stati bannati. Perciò la decisione ha creato un vero e proprio movimento d’opinione che oggi si esprime in maniera alternativa e difficilmente censurabile con altri e diversi hashtag come #BringCurvyBack, #Curvee, ed altri. Continua a leggere Che Futuro!: Se Instagram vieta i #curvy vuol dire che sui social siamo tutti nudi (e indifesi)
Agli scafisti ci penserà il robot. Il centro Nato di La Spezia presenta il suo drone sottomarino
Il Centro ligure della NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione ha messo a punto per il progetto europeo PERSEUS, un nuovo sistema per la sorveglianza del mare basato su droni autonomi e non inquinanti.
di ARTURO DI CORINTO del 20 Luglio 2015
I droni non servono solo per fare la guerra. Oggi sappiamo che sono diventati uno strumento utilissimo per il monitoraggio e la difesa ambientale, sopratutto dal cielo, ma nell’immediato futuro potrebbero aiutarci a pattugliare coste e fondali non solo per fornire dati sulla qualità delle acque e della fauna marina. Il centro Nato per la Ricerca marittima e la sperimentazione, CRME,di La Spezia, ha messo a punto un sistema di sorveglianza marina costituito da veicoli senza pilota sia sottomarini che natanti, per monitorare le anomalie del traffico marittimo, come ad esempio i barconi degli scafisti che trasportano illegalmente profughi, clandestini, armi e droga.
Promuovitalia, un furto su commissione per nascondere i bilanci?
Nella sede dell’agenzia controllata dal Ministero del Turismo oggi in bancarotta, sono stati rubati i computer di sette tra i responsabili di bilanci e audit. A 100 metri da Palazzo Chigi, in una delle zone più sorvegliate di Roma e senza effrazione
di Arturo Di Corinto per Wired del 17 luglio 2015
Domenica notte hanno rubato sette computer nella sede di Promuovitalia spa, società del Ministero della cultura e del turismo da poco fallita, con un buco di 17 milioni di euro e la guardia di finanza e i creditori fuori della porta.
Un fatto banale forse, visto che d’estate i furti negli appartamenti e negli uffici si moltiplicano. Ma non lo è per due motivi.
Il primo è che Promuovitalia ha sede in via San Claudio, esattamente a 100 metri dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Parlamento, uno dei luoghi più vigilati di Roma.
Il secondo è che sembra che i ladri siano arrivati con la piantina dell’edificio in mano, visto che hanno operato su due piani diversi e trafugato sette computer da sei diverse stanze. Sette computer rubati su 110 presenti in sede: 60 pc su altrettante scrivanie e altri cinquanta in magazzino al secondo piano.
Continua a leggere Wired: Promuovitalia, un furto su commissione per nascondere i bilanci?
Così governi e aziende rubano la nostra privacy (in nome della sicurezza)
di Arturo Di Corinto per Che Futuro! del 10 luglio 2015
La privacy di Twitter e Facebook è insostenibile. Lo ha detto il premier inglese David Cameron che ha minacciato di bloccare le aziende che non collaborano fattivamente coi servizi segreti. In Francia è appena passata una legge liberticida sulla privacy, in Spagna uguale, negli Usa ne sono passate quattro solo quest’anno e il Canada prova a fare lo stesso tra le proteste. In Italia il Jobs Act, stravolgendo lo statuto dei lavoratori, prevede il controllo a distanza degli strumenti digitali aziendali in possesso del lavoratore, dei badge e dei luoghi di lavoro senza concordarne modalità e limiti coi sindacati come avveniva prima.
Perché tutto questo interesse per la gestione della nostra privacy? In fondo è una “cosa privata”, o no? Il motivo è presto detto: l’altra faccia della privacy è la sorveglianza. La sorveglianza è l’assenza di privacy. Chiaro, no?
Diffamazione, sparisce il carcere ma il rischio bavaglio resta
Approvato a Montecitorio il testo finale della legge che modifica le norme sulla diffamazione, a mezzo stampa, radio e tv, libri e Internet. Ora passa al Senato. Ecco cosa cambia
di ARTURO DI CORINTO del 23 Giugno 2015
NIENTE CARCERE ma multe salate fino a 50 mila euro per il giornalista colpevole di aver diffamato. Il testo finale della legge che modifica le norme sulla diffamazione, a mezzo stampa, radio e tv, libri e Internet, arriva al voto nell’aula di Montecitorio con una serie di aggiustamenti che mettono solo in parte d’accordo il governo e le associazioni dei giornalisti. Rimane quell’obbligo di rettifica “gratuitamente e senza commento, senza risposta e senza titolo”, entro 48 ore per le testate online e per libri e riviste entro 15 giorni dalla richiesta, che ha fatto innervosire sia Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, che Raffaele Lorusso neoeletto presidente del sindacato FNSI. Quest’ultimo aveva anche contestato l’assegnazione dei processi per diffamazione contro i siti internet al giudice della città del querelante: “Costringere una piccola testata a difendersi in cento tribunali diversi diventa una forma indiretta di intimidazione”. Continua a leggere La Repubblica: Diffamazione, sparisce il carcere ma il rischio bavaglio resta
Il tuo smartphone può scatenare una guerra ma non Fairphone, il telefono etico
Una startup olandese produce un telefonino “equo e solidale” con Android e nella sua ricerca di materie prime si affida al FairTrade per certificare che i minerali usati per la sua tecnologica vengano lavorati nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
di 23 giugno 2015
Il nostro consumo di gadget tecnologici sta ammazzando il pianeta. E no, è inutile che vi voltiate dall’altra parte o che smettiate di leggere questo articolo. Le materie prime dei nostri smartphone, tablet, orologi, computer, server e visori, vengono quasi tutte da zone di guerra, sono lavorate da operai schiavizzati e spesso decidono la sorte di intere popolazioni cacciate dalle aree dove si scavano a mani nude i minerali necessari alla nostra bulimia elettronica.
Caro Renzi, per favore salva tu il turismo italiano
Nella lettera al Premier, ottenuta in esclusiva da Wired, il direttore dimissionario dell’Ente nazionale per il turismo si toglie parecchi sassolini dalle scarpe e punta il dito contro il Ministro Franceschini e le resistenze interne al Mibac che affossano l’industria italiana del turismo
di Arturo Di Corinto per Wired del 17 Giugno 2015
“Caro Presidente, mi permetto di essere diretto e franco: appena può affronti direttamente Lei il tema Turismo“. Comincia così la lettera indirizzata al premier Renzi da Andrea Babbi, che con la missiva lascia il suo incarico di direttore generale dell’Enit, l’Agenzia italiana per la promozione turistica. Motivo? L’insoddisfazione verso una governance del turismo incerta e frammentata, inaccettabile a ridosso dell’Expo, l’evento mondiale che avrebbe dovuto rilanciare tutto il settore nel Bel Paese. Un settore che vale circa il 12% del PIL nazionale e che impiega oltre due milioni e mezzo di addetti. Continua a leggere Wired: Caro Renzi, per favore salva tu il turismo italiano
