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Ex-Post: Je Suis Charlie

Je-suis-Charlie-–-Expost-Magazine-print-edition1-232x300Ex-Post: numero speciale sulla libertà d’informazione in omaggio a Charlie Hebdo. Vignette ed editoriali inediti.

A REDAZIONE DI CHARLIE HEBDO, magazine satirico di Parigi, è stata attaccata alle 11.20 del 7 gennaio 2015. Due uomini con il passamontagna nero, in tenuta da guerra, e armati di Kalashnikov AK-47 e fucile a pompa, sono entrati nel palazzo del giornale. Una postina ha assistito alla scena: “Ero nel palazzo, in un fondo al corridoio. Ho visto due uomini mascherati e armati che cercavano la redazione, e si sono messi a sparare in aria per spaventarci. Volevano sapere dove fosse l’ingresso, ma sono riuscita a scappare”. I terroristi hanno costretto un addetto alla manutenzione, Fréderic Boisseau,a dirgli che la redazione si trovava al secondo piano e a quel punto l’uomo non serviva più, e lo uccidono. E’ la prima vittima del massacro alla redazione di Charlie.

DUE MILIONI PER CHARLIE
Sono almeno 2 milioni le persone che hanno manifestato per Charlie Hebdo, da Place de laRépublique a place de la Nation, secondo Le Monde. Gli organizzatori avevano indicato una cifra tra 1,3 milioni e 1,5 milioni di persone. L’a Associated Press cita funzionari del governo francese secondo cui è stata “la più grande manifestazione della storia della Francia”.

Radio Radicale: Internet e libertà d’espressione. C’è bisogno di nuove leggi?

radioradicale Internet e libertà d’espressione. C’è bisogno di nuove leggi?

Roma, 31 marzo 2014

 

Radio Radicale: Le politiche per l’Italia digitale. Start up, smart cities, PA innovative, Internet e telecomunicazioni

radioradicaleGiornata di studi organizzata dal Gruppo Parlamentare del Partito Democratico, dal Gruppo Parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà e dal Forum Innovatori di SEL

Roma, 14 marzo 2014

Presiperilweb: diritto d’autore e Agcom a Radio Radicale

radioradicaleDomenica 30 marzo 2014 alle 19:30 in diretta su Radio Radicale la trasmissione “Presi per il web”.

Marco Scialdone e Fulvio Sarzana ospitano il dibattito sul Regolamento AGCOM in tema di diritto d’autore.  Gli ospiti sono Francesco Posteraro, Relatore AGCOM   del Provvedimento, Guido Scorza, Carlo Blengino, Fabio del Giudice, Direttore generale Confindustria Cultura, Paolo Marzano, Presidente Comitato Consultivo sul diritto d’autore di Palazzo Chigi e Arturo Di Corinto.

Ascolta il podcast

Intervista: Di Corinto su privacy e datagate

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Intervista: Di Corinto su privacy e datagate per Radio Capo D’Istria

OSSERVATORIO – 02.02.2014

 

 

 

 

 

 

e-Privacy: video interviste

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Videointervista: e-Privacy alla Scuola di Politica di Benevenuti in Italia
28 gennaio 2014

Sicurezza, libertà e web

GISWATCH: 2013 – Women’s rights, gender and ICTs

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GISWATCH: 2013 – Women’s rights, gender and ICTs

Italy
The internet and activism for women’s rights
Lea Melandri and Giacomo Mazzone (with the support of Centro Nexa and Arturo di Corinto)

Introduction
The women’s movement in Italy started 40 years ago – in line with other movements born all over Europe at the beginning of the 1970s. Its moments of glory included the mobilisation around various civil liberties (such as the law that legalised abortion
in Italy in 1978) and the protest against violence against women that brought millions of women onto the streets to claim their rights.
The general decline of political action in the 1980s (characterised in Italy by the rise of terrorism) impacted on the women’s movement, which renounced mass street protests and preferred to concentrate on local action and on initiatives affect-
ing daily life.
The trend changed again in 2005, thanks to the use of the internet by the women’s movement. Myriad micro-initiatives have found ways of mobilising again using the internet, without the support of big organisations (such as unions and left-wing par-
ties) and even without the support of the traditional media which, in Italy, seem to have totally forgotten civil rights campaigns and gender debates since the end of the 1990s.

Nota: Anche quest’anno non abbiamo fatto mancare il nostro contributo al Global Information Society Watch: un valoroso gruppo di italiane e italiani hanno scritto il rapporto Donne e Internet. Si scarica qui: http://www.giswatch.org/2013-womens-rights-gender-and-icts

GISWatch is a collaborative community committed to building an open, inclusive and sustainable information society.

Governance in internet. Amisnet: intervista Di Corinto


Governance in internet, in vista del forum 2012
A cura di AMISnet • 4 ottobre 2012

Il settimo Internet Governance Forum si terrà dal 6 al 9 novembre a Baku, in Azerbaijan. Il forum ha l’obiettivo dichiarato di costituire uno spazio di ragionamento comune tra stati per stabilire regole e principi validi a livello globale per quanto riguarda l’utilizzo della rete.

In vista del forum di Baku il governo italiano ha lanciato una consultazione aperta per raccogliere il contributo dei diversi stake holder (portatori di interesse), alla discussione. ”Nel documento del governo italiano”, commenta Arturo Di Corinto, giornalista esperto di internet e collaboratore de La Repubblica,” i temi principali riguardano l’apertura della rete, la privacy, la condivisione e la proprietà intellettuale dei contenuti digitali, ma anche il tema della neutralità della rete e della salvaguardia dell’anonimato, tema quest’ultimo non sufficientemente sviluppato.”

Treccani web tv: Quanta privacy nel web?

Sicurezza e valore sul mercato delle informazioni personali. Con Edoardo Fleischner ne parlano GERARDO COSTABILE Responsabile della Sicurezza delle informazioni — Tutela Aziendale del Gruppo Poste Italiane ARTURO DI CORINTO Psicologo cognitivo, Direttore di Logos. In video-conferenza GIOVANNI BATTISTA GALLUS Avvocato, esperto di diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie. Piazza Enciclopedia del 01/12/2011

Video: Lavoratori in Rete, felici e sfruttati

Lavoratori in Rete, felici e sfruttati
Internet Governance Forum Italia – Giovedì 10 Novembre 2011 | 16.00 – 17.30

Dono, scambio, riuso. Sono i concetti alla base della mitologia di Internet come macchina produttiva sociale. Un bene comune fatto di conoscenza, fiducia reciproca, condivisione del tempo, che non si può monetizzare. O forse sì? È certo che la rete ha favorito la nascita di nuove forme di cooperazione sociale, ma è altrettanto vero che le multinazionali digitali le usano per appropriarsi dei commons immateriali e per sfruttare il lavoro gratuito dei prosumers connessi via Internet. La rete si erge su gigantesche colonne di lavoro invisibile: rendiamolo visibile.
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