
La sicurezza digitale è un asset competitivo, lo dice il Garante Privacy Antonello Soro
Secondo il Garante è “incomprensibile la refrattarietà di molte imprese a proteggere il proprio patrimonio informativo”
Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 28 giugno 2016
L’Italia nel 2015 ha subito un incremento del 30% di crimini informatici, dal phishing al ransomware passando per numerosi data breach. E questi crimini sono stati particolarmente rilevanti nel settore delle imprese. Lo ha detto Antonello Soro, il Garante italiano per la protezione dei dati personali che il 28 giugno ha presentato la sua relazione annuale presso la sala Koch di Palazzo Madama.
“Le tecniche di attacco sfruttano una generale inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate”, e ha aggiunto che alla consapevolezza dei rischi crescenti non si accompagna una maggiore attenzione verso serie politiche di protezione dei dati e dei sistemi. Secondo il Garante, anzi, “risulta davvero inspiegabile la refrattarietà di molte imprese a proteggere il loro patrimonio informativo, e inserendo la sicurezza digitale tra gli asset strategici, assumendo quindi la protezione dei dati quale nuovo fattore di vantaggio competitivo”.





