Internet Governance

Presentazione del Libro: Riprendiamoci la rete!

Martedì 17 settembre 2019

17:30 / 19:30

Antica Biblioteca – Link Campus University
Via del Casale di San Pio V, 44 – Roma

Presentazione del libro

Riprendiamoci la rete!

Piccolo manuale di autodifesa digitale per giovani generazioni

di Arturo Di Corinto
a cura della Link Campus University

Saluti del Presidente Vincenzo Scotti

Nunzia Ciardi, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni
Barbara Carfagna, Giornalista autrice di Codice
Pasquale Russo, Direttore Link Campus University
Arturo Di Corinto, Giornalista e insegnante
Paola Guarnieri, giornalista e conduttrice radio di Tutti in classe
Raoul Carbone, presidente fondazione Vigamus

Nota: Durante la presentazione verrà mostrato anche il videogame Cyber Hunters ispirato dal libro e realizzato dal DASIC, dagli studenti della Link Campus University e dalla Fondazione Vigamus

Convegno: LA CARTA DEI DIRITTI IN INTERNET

LA CARTA DEI DIRITTI IN INTERNET
Roma Camera dei Deputati

L’evento, organizzato da GenerazioneY e Internet Society Italia, ha approfondito i principi formalizzati nella Dichiarazione dei Diritti in Internet, approvata il 28 luglio 2015 dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet, istituita il 28 luglio 2014 dalla Presidenza della Camera dei Deputati. In particolare, l’evento ha visto la partecipazione attiva di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, direttamente coinvolti nella pianificazione delle attività, per evidenziare la rilevanza attuale della Dichiarazione, mediante personali interventi dedicati all’analisi dei suoi 14 articoli. Ci scusiamo per la qualità dei video, che abbiamo registrato con un computer, tuttavia ci permettono di mantenere memoria degli interventi che hanno reso speciale l’evento.

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Bancaforte: A Banche e Sicurezza 2019, anticipare le sfide future

A Banche e Sicurezza 2019, anticipare le sfide future

Mentre si riducono le minacce all’integrità fisica delle banche, aumentano gli attacchi cyber condotti ogni volta con le diverse modalità che la tecnologia offre. Ma la tecnologia è anche l’arma per prevenire e rispondere alla criminalità, insieme alle nuove competenze degli operatori e al gioco di squadra tra tutti gli attori coinvolti nelle strategie di difesa. Aperto gratuitamente a tutti, all’evento di Milano del 21 e 22 maggio gli esperti si incontrano per parlare di sicurezza fisica e digitale nel settore bancario, assicurativo e finanziario

di Arturo Di Corinto per BANCAFORTE del 9 Maggio 2019

Ladri cibernetici e difese digitali, cryptovalute e blockchain, intelligenza artificiale e modelli di previsione del crimine, hacker buoni, hacker malvagi, gamification e formazione alla cybersecurity: di tutto questo si parlerà a Banche e Sicurezza, il 21 e 22 maggio a Milano.
L’evento, promosso dall’ABI e organizzato da ABIServizi presso il Centro Servizi Bezzi di Milano, Via Massaua, 6, in collaborazione con ABI Lab, Certfin e Ossif, aspira a fare il punto sullo stato dell’arte dell’eterno “gioco di guardie e ladri” che nostro malgrado ci ritroviamo tutti a fare.
Uno scenario in cui, mentre si riducono le minacce all’integrità delle banche e alla sicurezza fisica dei loro operatori e dei clienti, aumentano gli attacchi cyber condotti attraverso malware, ransomware, bot e computer zombie, con danni stimati a livello globale fino a 6 trilioni di dollari entro il 2021.
Una situazione di allarme che conquista facilmente le prime pagine dei giornali provocando ansia nella popolazione, ma che non sempre viene contrastata dalla narrazione dei successi che le forze di polizia e il mondo bancario, assicurativo e finanziario ottengono quotidianamente contro il crimine vecchio e nuovo, proprio grazie all’adozione di tecnologie innovative e alla formazione del personale.

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Il Manifesto: A Itasec arriva Scion, la proposta di una nuova Internet

A Itasec arriva Scion, la proposta di una nuova Internet

Hacker’s Dictionary. Per evitare dirottamenti e rendere la rete più sicura la proposta che viene dal Politecnico di Zurigo prevede che ognuno possa scegliere e verificare quale percorso far fare ai suoi dati

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 14 Febbraio 2019

È possibile reinventare Internet? Secondo il professore del Politecnico di Zurigo David Basin non solo è possibile ma anche auspicabile. Motivo? Rendere Internet più sicura, veloce e affidabile.

Internet è nata nel 1969 ma la struttura di base che la fa funzionare è stata creata negli anni ’80, quando nessuno poteva immaginare di connettere via Internet 5 miliardi di persone. Per questo alcuni dei protocolli utilizzati per la trasmissione dei dati sono ancora gli stessi di 25 anni fa.

Secondo Basin – che ne ha parlato ieri a Pisa nella Conferenza italiana sulla cybersecurity, Itasec19 – ciò rende Internet vulnerabile perché i pacchetti di dati che costituiscono la comunicazione via web possono essere reindirizzati da criminali informatici, i certificati di sicurezza dei servizi web possono essere falsificati e gli attacchi da negazione di servizio, i cosiddetti DDoS, possono bloccare il funzionamento dei siti inondandoli di richieste superflue.

È successo nel 2016 quando la botnet Mirai fu in grado di bloccare il New York Times, Netflix e Amazon per circa 16 ore con un attacco di questo tipo. Continua »

La Repubblica: Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

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Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

È online la call per partecipare alla definizione dei temi e delle proposte da portare a Berlino all’Internet Governance Forum, il “parlamento” che ogni anno discute a livello mondiale la direzione dello sviluppo della rete. E l’Italia prova a organizzarsi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Dicembre 2019

ROMA –  “Limitare gli usi negativi di Internet e incrementare le opportunità che offre senza lasciare indietro nessuno”. In un momento in cui ci sentiamo travolti da notizie false, furti di dati, software spia e troll che impazzano sui social, suona strano, ma si può fare. E si può fare con il contributo di tutti, nonostante lo strapotere di Big Tech, il terrorismo che ritorna online e le accuse di Trump a Internet, che considera responsabile dell’immigrazione illegale negli Usa? Ma come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle consultazioni online sul futuro di Internet. Continua »

AGI: Cosa dobbiamo aspettarci ancora dal mese nero della cybersecurity

Cosa dobbiamo aspettarci ancora dal mese nero della cybersecurity

Pec attack, Anonplus e Anonymous, APT 28 e 29, cybercrimine organizzato: il cyberspace italiano è affollato di minacce. Vedremo se il governo le saprà contrastare. Preoccupazione per il Cyber Monday​

di ARTURO DI CORINTO per Agi del 21 Novembre 2018

È stato l’attacco informatico più grave di tutto il 2018. L’attacco, riuscito, al servizio di posta certificata di Telecom Italia, che ha messo a rischio 500 mila caselle Pec di account pubblici e privati, è stato uno smacco per la sicurezza del paese.

In quei 500 mila indirizzi un quinto degli account, esattamente 98.000, sono di funzionari e dirigenti ministeriali della Difesa, della Giustizia, dell’Interno e degli Esteri, anche dei due ministeri economici, Finanze e Sviluppo Economico. In mezzo ci sono finite le caselle Pec della stessa Presidenza del Consiglio. Tra quelli privati ci sarebbero anche quelli di Leonardo e altre imprese importanti.

Come hanno agito i servizi segreti

A confermare l’esito dell’attacco, inizialmente raccontato in un articolo seminascosto sul web pubblicato dal Corriere della Sera nelle pagine di Milano per spiegare il ‘tilt’ dei tribunali, ci ha pensato Roberto Baldoni, a capo della cybersecurity italiana da 7 mesi. Il numero due del Dis, Dipartimento Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha avuto la forza e il coraggio di metterci la faccia di dirlo davanti a una platea di giornalisti. Un fatto che, a parere di chi scrive, ci accosta alle pratiche dei Paesi più civili e dice che ai vertici della struttura che sovrintende i nostri servizi segreti c’è stato un vero cambiamento in questi anni. Probabilmente anche per merito del lavoro seminato dal prefetto Alessandro Pansa, il direttore capo del Dis.

L’attacco, notificato e contenuto già nelle prime ore successive alla sua scoperta il 12 novembre ha richiesto l’attivazione di un gabinetto di crisi istituzionale che ha partorito un’indagine che durerà a lungo, affidata dal Cnaipic della dottoressa Nunzia Ciardi. Continua »

La Repubblica: Lo Stato dopo l’attacco hacker ai tribunali: “Cambiate la password della vostra Pec”

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Lo Stato dopo l’attacco hacker ai tribunali: “Cambiate la password della vostra Pec”

Il numero 1 della sicurezza cibernetica italiano, Roberto Baldoni, invita tutti i possessori di un indirizzo di posta certificata a monitorare i propri account dopo l’attacco dei giorni scorsi. Nel quale sono state esposte 500mila caselle di posta elettrica, tra le quali 98mila mail e password della pubblica amministrazione

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 19 Novembre 2018

“CAMBIATE subito la password”. Roberto Baldoni, il responsabile della cybersicurezza italiana presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è categorico. L’invito, rivolto a tutto il paese, è la conseguenza di un gravissimo attacco informatico che ha esposto 500.000 caselle di posta elettronica certificata causata dalla violazione dei server di un noto fornitore del servizio. Secondo le prime e parziali indagini adesso gli hacker hanno in mano gli identificativi Pec di 98.000 utenti tra magistrati, militari e funzionari del Cisr, il Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica che comprende appunto i ministeri della Giustizia, degli Interni, della Difesa, degli Esteri, dell’Economia e dello Sviluppo Economico, la stessa Presidenza del consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata. Continua »

Il Manifesto: Dove sono gli elenchi dei servizi digitali essenziali?

Dove sono gli elenchi dei servizi digitali essenziali?

Hacker’s Dictionary. La Nis, la Network and Information Security Directive, nelle intenzioni dei legislatori è un insieme di dispositivi normativi che dovrebbero assicurare la continuità operativa nella fornitura di servizi essenziali nel campo dell’energia, dei trasporti, in quello bancario e finanziario, ma anche nella fornitura e distribuzione di acqua potabile e delle infrastrutture digitali, dell’e-commerce, dei motori di ricerca e del cloud computing: cioè la continuità dei servizi necessari a un normale funzionamento delle società moderne

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 15 Novembre 2018

Il 9 novembre è passato ma l’elenco degli operatori dei servizi essenziali previsti dalla Nis, la Direttiva europea sulla sicurezza delle reti, non è ancora stato pubblicato. Eppure la loro individuazione è una disposizione obbligatoria di questa direttiva del 2016 recepita in Italia il 26 giugno 2018. A causa del ritardo nel recepimento all’epoca scrivemmo che «si erano dimenticati della Nis». Continua »

Il Manifesto: I russi fanno incetta di dati in Italia, interessa a qualcuno?

I russi fanno incetta di dati in Italia, interessa a qualcuno?

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Luglio 2018

In questi giorni abbiamo scoperto che hacker militari russi noti come APT28 hanno attaccato per mesi server italiani e che la botnet Mirai che nel 2016 ha messo fuori gioco Twitter e New York Times, avrebbe la seconda casa in Italia, nei server di Aruba.

Che l’Italia sia da tempo un terreno di conquista per bande criminali e malfattori informatici è un fatto noto. Le aziende spendono poco in sicurezza, lo dice Bankitalia, enti ed istituzioni ancora meno. La situazione non è diversa presso ministeri, comuni e gestori di infrastrutture critiche tranne alcune pregevoli eccezioni. Continua »

Il Manifesto: Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis

Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis
Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto
di ARTURO DI CORINTO per Il manifesto del 10 Maggio 2018

Il crimine informatico oggi costa al mondo quasi 600 miliardi di dollari, ovvero lo 0,8% del Pil globale, secondo un nuovo rapporto del Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis) e McAfee, storica azienda di antivirus.

All’origine del fenomeno ci sono la cattiva progettazione di software e hardware, l’uso di dispositivi non protetti e l’errore umano. Ma la maggior parte degli attacchi è condotta da criminali in cerca di profitto che usano tecniche sempre più sofisticate per raggirare le vittime e superarne le difese. Continua »

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