Diritti digitali

Il Manifesto: «Internet gratis per mezz’ora» è un’idea populista

«Internet gratis per mezz’ora» è un’idea populista

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 GIUGNO 2018

L’Italia è stato il quarto paese al mondo a collegarsi ad Internet. Era il 30 aprile del 1986. Dai computer del Cnr di Pisa un messaggio di saluto veniva inviato a Roaring Creek in Pennsylvania ricevendone risposta attraverso i satelliti Telespazio del Fucino, in Abruzzo.

La piattaforma di connessione “fra computer diversi appartenenti a reti eterogenee” su cui aveva viaggiato si chiamava ancora Arpanet, dal nome della struttura di ricerca che l’aveva progettata prima come ufficio civile presso la Casa Bianca del presidente Eisenhower e poi come struttura della Difesa, da cui il nome successivo Darpanet. Ma non fu mai un progetto dei militari, anche se fu da essi finanziato. Continua »

StartupItalia: 10 appuntamenti della comunità cyber italiana

10 appuntamenti della comunità cyber italiana

NIS, Gdpr, infrastrutture critiche e supply chain: ecco l’Italia che si prepara al rischio informatico

di ARTURO DI CORINTO per StartupItalia del 4 Giugno 2018

Sta succedendo qualcosa. Le aziende e le istituzioni hanno incominciato a prendere sul serio il rischio cyber. Mentre non si contano più i rapporti aziendali sullo stato della cybersecurity in Italia aumentano esponenzialmente i momenti d’incontro fra le comunità che a vario titolo si occupano di threat intelligence, tecniche di mitigazione del rischio e sviluppo di strumenti di contrasto avanzati al cybercrime.

I motivi di questo fermento vanno con molta probabilità ricercati nel recepimento il 16 maggio della Direttiva Nis – Network and Information Security, che punta ad armonizzare la difesa cibernetica dei singoli stati europei favorendo una cultura della prevenzione del rischio; vanno ricercati nell’entrata in vigore del regolamento UE sulla protezione dei dati personali, il GDPR; e ancora prima vanno individuati nel cosiddetto decreto Gentiloni del 2017 e nel Piano nazionale cyber. Il piano, fra le altre cose, ha affidato un ruolo di rilievo al ministero dello Sviluppo economico per la certificazione nazionale dell’affidabilità della componentistica ICT destinata alle infrastrutture critiche e strategiche che sono sempre più di frequente bersaglio di attacchi di elevata sofisticazione. Continua »

il Manifesto: Panico nelle aziende, arriva il GDPR. Ecco cosa cambia per tutti noi

Panico nelle aziende, arriva il GDPR. Ecco cosa cambia per tutti noi

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 24 Maggio 2018

Mezzanotte del 24 maggio, scatta il panico: da domani, 25 maggio, entra in vigore il Regolamento europeo sulla protezione della privacy e dei dati personali voluto due anni fa dall’Unione Europa, il famoso GDPR, e le aziende non sono pronte. Hanno già chiesto una proroga al Governo.

Ma perché tanto panico?

Perché per chi non rispetta il Regolamento sono previste sanzioni salatissime, fino al 4% del proprio fatturato o fino a 20 milioni di euro secondo una progressione che punisce la cattiva gestione dei dati e dei sistemi che li trattano fino alla violazione di alcuni principi fondamentali come il diritto alla cancellazione dei dati, il famoso diritto all’oblio. Continua »

Il Manifesto: Wannacry e non solo, le cyber-armi della Nsa sono ancora in giro

Wannacry e non solo, le cyber-armi della Nsa sono ancora in giro

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per il Manifesto del 17 Maggio 2017

Nel 2017 un gruppo di hacker noto come ShadowBrokers informa un tale Jake Williams di essere in possesso di tutte le informazioni che lo riguardano.

Jake non è una persona qualsiasi, fa parte della hacking unit della National Security Agency, l’agenzia per lo spionaggio elettronico del governo americano.

Per dimostrargli che dicono la verità pubblicano sul suo stesso blog ogni riga del codice usato da Williams per attaccare i bersagli degli Stati Uniti e poi decidono di divulgare le sue pericolose cyber-armi.

Tra queste ce n’è una alla base del più grande attacco ransomware della storia, l’exploit EternalBlue, usato per bloccare i computer di mezzo mondo e farsi pagare un riscatto (ransom) per sbloccarli. Continua »

Il Manifesto: Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis

Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis
Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto
di ARTURO DI CORINTO per Il manifesto del 10 Maggio 2018

Il crimine informatico oggi costa al mondo quasi 600 miliardi di dollari, ovvero lo 0,8% del Pil globale, secondo un nuovo rapporto del Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis) e McAfee, storica azienda di antivirus.

All’origine del fenomeno ci sono la cattiva progettazione di software e hardware, l’uso di dispositivi non protetti e l’errore umano. Ma la maggior parte degli attacchi è condotta da criminali in cerca di profitto che usano tecniche sempre più sofisticate per raggirare le vittime e superarne le difese. Continua »

Il Fatto Quotidiano: Internet, dieci regole per far sopravvivere la Rete

Internet, dieci regole per far sopravvivere la Rete

di ARTURO DI CORINTO per IL Fatto Quotidiano del 26 Aprile 2016

Anno del signore 2018: Internet non è più libera. E potrebbe andare in pezzi.

La Russia ha bloccato Telegram. L’Iran conta di fare lo stesso. Gli Usa hanno bocciato la neutralità della Rete; la Francia vuole backdoor governative nei sistemi di messaggistica; Egitto e Sud Africa pianificano leggi censorie; l’Etiopia arresta e fa sparire un blogger autoctono; la Cina chiude gli account femministi sui social; israeliani e palestinesi si zittiscono online a vicenda e in Indonesia un milione di utenti cade nelle maglie di Cambridge Analytica. Che sta succedendo? Succede che Internet è il nuovo terreno di scontro di un mondo che si fa la guerra con bombe e armi chimiche ma anche usando virus, missili digitali, censura e arresti preventivi nel cyberspace.

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Il Manifesto: Social e web, niente sesso senza consenso

Social e web, niente sesso senza consenso

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 26 Aprile 2018

Revenge Porn, Sexting, Sextortion, Cyber-harassment e Cyber- stalking sono tutti fenomeni di aggressione criminale online riguardanti il sesso e la sessualità. E nella maggior parte dei casi riguardano le donne.

Il Revenge porn, la vendetta porno, ad esempio, indica la condivisione pubblica senza consenso via Internet di immagini intime e a sfondo sessuale per umiliare la vittima che ne è protagonista. Continua »

Il Fatto Quotidiano: Cambridge Analytica, a rischio 2,2 miliardi di utenti. Da lunedì la funzione per scoprire chi è coinvolto dal socialgate

Cambridge Analytica, a rischio 2,2 miliardi di utenti. Da lunedì la funzione per scoprire chi è coinvolto dal socialgate

Solo per l’Europa la stima dei profili di rischio riguarda 2,7 milioni gli utilizzatori. Ma è lo stesso social network a ipotizzare che tutti i suoi utenti nel mondo possano essere vittime di hacker criminali e stati canaglia che comprometto le loro informazioni pubbliche sfruttando gli strumenti di “ricerca” della piattaforma

di Arturo Di Corinto per IL Fatto Quotidiano del 6 aprile 2018

Lunedì 9 aprile Facebook ci farà sapere chi di noi è stato coinvolto nel socialgate scatenato da Cambridge Analytica. La società di Mark Zuckerberg annuncia con un blog post il lancio di una funzionalità ad hoc per saperlo mentre in Italia, dove i profili a rischio sarebbero oltre 200mila, si muovono in garanti di privacy e concorrenza. Lo strumento sarà in in testa al newsfeed e consentirà anche di vedere quali app utilizziamo, le informazioni che generano e condividono, e decidere se usarle o cancellarle. Continua »

Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

C come clicktivism, l’attivismo del click.

Adesso che con Cambridge Analytica abbiamo scoperto che i nostri click su Facebook possono essere usati per manipolare le tendenze di voto è ora di capire che è anche colpa nostra.

Il clicktivism è la versione social dell’attivismo da tastiera, quell’attitudine che ci aveva fatti sentire partecipi e sostenitori delle Primavere arabe e che ancora oggi ci aiutano a metterci in pace con le ingiustizie del mondo.

Il Polo Nord è inquinato? Clicca qui. Sei indignato? Clicca qua. Continua »

Il Manifesto: Facebook e big data, quando non paghi qualcosa il prodotto sei tu

Facebook e big data, quando non paghi qualcosa il prodotto sei tu

Hacker’s dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

ARTURO DI CORINTO PER IL MANIFESTO DEL 22 MARZO 2018

Vediamo come funziona il data mining politico-elettorale di Cambridge Analytica.

D come data mining. Per Wikipedia il data mining «è l’insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l’estrazione di un’informazione o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati».

Il processo avviene attraverso metodi automatici o semi-automatici. E aggiunge che con data mining «si intende anche l’utilizzo scientifico, industriale o operativo di questa informazione».

Perciò grazie Wikipedia, e non dimenticate di fare una donazione all’enciclopedia libera che tutti usano senza dirlo per le sue belle e sintetiche definizioni. Continua »

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