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Cybersecurity: Ecco come faccio a sapere tutto di te quando navighi sul web (fai la prova)

Ecco come faccio a sapere tutto di te quando navighi sul web (fai la prova)

Una ricerca di Duck Duck Go spiega come le persone abbiano aspettative sbagliate sulla loro navigazione in incognito, Webkay ti fa vedere come funziona
Arturo Di Corinto per Cybersecurity 10 febbraio 2017

Una recente ricerca condotta per Duck Duck Go, motore di ricerca basato in Pennsylvania, ha dimostrato che la nostra navigazione privata su Internet non è proprio “privata”.

Nell’indagine, condotta online con SurveyMonkey, software gratuito (o a pagamento) per sondaggi online, su un campione di 5710 persone rappresentativo della popolazione americana, è stato riscontrato che le persone che utilizzano la funzione di “private browsing” hanno delle aspetttive sbagliate sulla sua effettiva efficacia nel “nascondere” il contenuto della navigazione sul web.

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Cybersecurity: Safer Internet Day: sul web (e al telefono) non puoi fare come ti pare. Ecco perché

Safer Internet Day: sul web (e al telefono) non puoi fare come ti pare. Ecco perché

Revenge porn, diffamazione, stalking: l’81% degli adulti e il 73% dei ragazzi pensa che vi sia una sorta di “consenso implicito” alla diffusione di materiali intimi e personali, ma non è vero: si può essere denunciati
Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 7 febbraio 2017

Oggi è il Safer Internet Day, la giornata europea dedicata all’uso consapevole di Internet. Con lo slogan “Diventa il cambiamento. Uniamoci per un’Internet più sicura”, l’evento viene celebrato in centinaia di città europee con seminari, workshop e conferenze.
Negli anni scorsi il focus è stato rappresentato dall’educazione dei più giovani a comportamenti sicuri e responsabili davanti allo schermo digitale, ma quest’anno l’appello è rivolto a tutti, grandi e piccoli.

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La Repubblica: Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

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Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

Gli hacktivisti rivendicano l’attacco, mettono in rete i dati e chiedono donazioni al loro indirizzo Bitcoin
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Febbraio 2017

ANONYMOUS ha eliminato 5000 siti con materiale pedopornografico nel dark web. La notizia è stata confermata ieri da diversi ricercatori di sicurezza informatica. L’attacco è stato portato nel cuore del web oscuro contro Freedom Hosting 2, una piattaforma di servizi anonimi utilizzata per traffici leciti e illeciti.

Nel messaggio che rendeva noto il risultato dell’attacco, la sottrazione di file e dati utente, intestato agli Anonymous, gli autori hanno chiarito di aver agito in quanto circa il 50% dei servizi ospitati da Freedom Hosting 2 conteneva materale pedopornografico. Di questo materiale hanno in seguito fornito una versione scaricabile in rete , specificando la tecnica usata nell’attacco e indicando un indirizzo Bitcoin dove fare una donazione per continuare quest’opera di vigilanza nel dark web. Continua »

Cybersecurity: Chi usa WhatsApp potrà localizzare il proprio interlocutore in tempo reale. È già polemica

Chi usa WhatsApp potrà localizzare il proprio interlocutore in tempo reale. È già polemica

La nuova funzione, Live Location Tracking, dovrebbe potersi attivare solo con il consenso dell’interlocutore
Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 3 febbraio 2017

Secondo le indiscrezioni dell’Independent WhatsApp starebbe valutando l’introduzione di una nuova funzione per geolocalizzare i propri contatti. E sono in molti quelli preoccupati per la gestione della propria privacy.
Dopo l’ondata di indignazione che all’epoca suscitò i ldoppio segno di spunta che avvisava quando il messaggio veniva letto, e dopo il tentativo di Facebook, proprietaria di WhatsApp, di usarne i numeri telefonici per fare pubblicità, questa mossa del colosso della messaggistica potrebbe avere un risvolto inatteso secondo i difensori della privacy: l’abbandono del servizio da parte di molti utenti.

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Startupitalia: La truffa delle ragazze bellissime che ti chiedono l’amicizia su Facebook (e 3 consigli per non cascarci)

La truffa delle ragazze bellissime che ti chiedono l’amicizia su Facebook (e 3 consigli per non cascarci)

Capita continuamente di ricevere richieste di contatto su Facebook da donne in bikini o uomini belli e impossibili. Ecco, prima di iniziare a chattarci è bene stare molto attenti, perché si tratta (quasi sempre) di truffe che sfociano in ricatti sessuali. Qui spieghiamo come funzionano e come difendersi

Arturo Di Corinto per Startupitalia del 3 febbraio 2017

Se non ti chiami Ben Affleck, Richard Gere o Justin Bieber, chiediti perché una giovane e prosperosa Estefani Zamora, single texana e senza contenuti da mostrare ti abbia chiesto l’amicizia. Rifatti la domanda con Ester Atanga, Natalie Cassell o Alice Ciambelle. Fai lo stesso se non hai già sviluppato la carica sessuale di Lady Gaga o di Madonna, e se non puoi vantare i caratteri sessuali secondari di Kim Kardashian. L’affascinante giovanotto arabo o il procace attore di Bollywood che ti chiede l’amicizia non sta cercando proprio te: sono banali esche sessuali.

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La Repubblica: “Con i big data le nostre democrazie appaiono più deboli”

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Con i big data le nostre democrazie appaiono più deboli

L’allarme del Garante italiano per la privacy di fronte alla bulimia dei dati delle grandi piattaforme web e all’analisi automatizzata dei comportamenti in rete
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 Gennaio 2017

QUANDO non paghi qualcosa il prodotto sei tu. È questo l’avvertimento che viene dal garante della Privacy Antonello Soro che ha parlato stamattina a Roma alla Camera dei Deputati nel convegno Big Data e Privacy, la nuova geografia dei poteri. L’intervento, a due giorni dalla celebrazione della giornata europea della privacy, non poteva essere più chiaro. Soro ha infatti incentrato la sua relazione sullo strapotere delle aziende multinazionali che raccolgono e usano i nostri dati sia per indirizzare i comportamenti di consumo, che per influenzare le scelte che ogni giorno compiamo come cittadini. Per questo ha sottolinenato che il possesso dei dati personali ricavati dagli utenti del Web da parte dei colossi della Rete fa sì che “le nostre democrazie appaiono più deboli”. Continua »

Cybersecurity: “Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni

“Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni

Dopo il caso Eye Piramid, il tema del cyberspionaggio diventa oggetto di dibattito pubblico. Secondo il ceo di NTT Data Italia i dati vanno protetti perché “sono il petrolio del paese”

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 12 gennaio 2017

Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Piramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud. Continua »

Cybersecurity: Perché tutte le startup che fanno cybersecurity cercano casa in Israele

Perché tutte le startup che fanno cybersecurity cercano casa in Israele

In Israele il rapporto di collaborazione tra Università, imprese ed esercito ha creato un’eccellenza unica al mondo, finanziata da capitali di rischio internazionali

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 10 gennaio 2017

Che la Silicon Wadi israeliana sia diventata la Silicon Valley della cybersecurity forse non c’è da meravigliarsi. Le ragioni che hanno portato Israele a diventare l’hub mondiale della ricerca in tema di cybersecurity sono storiche, geografiche, sociali e culturali.
Una nazione che ha sempre dovuto difendere con le armi i propri cittadini non poteva non adattarsi ai nuovi scenari che la cyberwar tra le grandi potenze sta producendo. Continua »

Cybersecurity: Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

Dall’ethical hacker, all’hacktivist, al cybersoldier, al ninja, ai growth e sneaker hacker. Ecco 11 categorie con le quali gli hacker distinguono chi sono e cosa fanno (e no, i cracker sono un’altra cosa)

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 5 gennaio 2017

L’hacker è un individuo versato nella programmazione informatica. Il sostantivo viene dal verbo “to hack” che significa “tagliare, zappare, spezzare, sminuzzare, sfrondare, aprirsi un varco”. Ecco, l’hacking è un modo per aprirsi un varco tra le linee di codice di un sistema informatico, un modo per ottenere un risultato veloce, spesso rozzo ma efficace, con un “hack”, appunto. Continua »

Cybersecurity: Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana (ma è una bufala di cui i giornali italiani non si accorgono)

Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana (ma è una bufala di cui i giornali italiani non si accorgono)

Quando una notizia falsa può causare una cyberguerra e nessuno la corregge perché è impegnato a discutere delle fake news su Facebook e co.

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 4 gennaio 2017

Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana, ma è una fake news. A poche ore dall’articolo del Washington Post che parla dell’attacco – citando fonti interne di una compagnia elettrica locale situata a Burlington, nel Vermont -, la rete si popola di articoli che raccontano dettagliatamente che “Hacker russi sono penetrati in una rete elettrica del Vermont.”, e che “La scoperta è stata possibile grazie alla condivisione, da parte delle autorità federali con le utility nazionali, dei codici associati alle operazioni degli hacker russi, in questo caso ‘Grizzly Steppe’.” Continua »

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