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La Repubblica: Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

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Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

Gli hacktivisti rivendicano l’attacco, mettono in rete i dati e chiedono donazioni al loro indirizzo Bitcoin
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Febbraio 2017

ANONYMOUS ha eliminato 5000 siti con materiale pedopornografico nel dark web. La notizia è stata confermata ieri da diversi ricercatori di sicurezza informatica. L’attacco è stato portato nel cuore del web oscuro contro Freedom Hosting 2, una piattaforma di servizi anonimi utilizzata per traffici leciti e illeciti.

Nel messaggio che rendeva noto il risultato dell’attacco, la sottrazione di file e dati utente, intestato agli Anonymous, gli autori hanno chiarito di aver agito in quanto circa il 50% dei servizi ospitati da Freedom Hosting 2 conteneva materale pedopornografico. Di questo materiale hanno in seguito fornito una versione scaricabile in rete , specificando la tecnica usata nell’attacco e indicando un indirizzo Bitcoin dove fare una donazione per continuare quest’opera di vigilanza nel dark web. Continua »

Cybersecurity: “Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni

“Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni

Dopo il caso Eye Piramid, il tema del cyberspionaggio diventa oggetto di dibattito pubblico. Secondo il ceo di NTT Data Italia i dati vanno protetti perché “sono il petrolio del paese”

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 12 gennaio 2017

Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Piramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud. Continua »

Cybersecurity: Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

Dall’ethical hacker, all’hacktivist, al cybersoldier, al ninja, ai growth e sneaker hacker. Ecco 11 categorie con le quali gli hacker distinguono chi sono e cosa fanno (e no, i cracker sono un’altra cosa)

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 5 gennaio 2017

L’hacker è un individuo versato nella programmazione informatica. Il sostantivo viene dal verbo “to hack” che significa “tagliare, zappare, spezzare, sminuzzare, sfrondare, aprirsi un varco”. Ecco, l’hacking è un modo per aprirsi un varco tra le linee di codice di un sistema informatico, un modo per ottenere un risultato veloce, spesso rozzo ma efficace, con un “hack”, appunto. Continua »

Cybersecurity: Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana (ma è una bufala di cui i giornali italiani non si accorgono)

Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana (ma è una bufala di cui i giornali italiani non si accorgono)

Quando una notizia falsa può causare una cyberguerra e nessuno la corregge perché è impegnato a discutere delle fake news su Facebook e co.

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 4 gennaio 2017

Gli hacker russi attaccano la rete elettrica americana, ma è una fake news. A poche ore dall’articolo del Washington Post che parla dell’attacco – citando fonti interne di una compagnia elettrica locale situata a Burlington, nel Vermont -, la rete si popola di articoli che raccontano dettagliatamente che “Hacker russi sono penetrati in una rete elettrica del Vermont.”, e che “La scoperta è stata possibile grazie alla condivisione, da parte delle autorità federali con le utility nazionali, dei codici associati alle operazioni degli hacker russi, in questo caso ‘Grizzly Steppe’.” Continua »

Cybersecurity: Gli attacchi informatici più dannosi del 2016, mese per mese

Gli attacchi informatici più dannosi del 2016, mese per mese

Da Verizon a Yahoo!, da Ashley Madison ad Adult Friend Finder, dalla NSA all’FBI fino ai DNCLeaks: storia di un anno vissuto pericolosamente

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 30 dicembre 2016

Richard Stennion, autore di There Will Be Cyberwar, ha detto che “il 2016 sarà ricordato come l’anno più importante per l’evoluzione dei nation state attacks,” e che lo spionaggio cibernetico è da tempo uno degli strumenti più importanti per hacker e servizi segreti, invitando tutti a migliorare il proprio livello di sicurezza informatica per il nuovo anno.

Difficile dargli torto visto che l’anno è cominciato con il furto dei dati di 20 mila impiegati dell’FBI e finito con gli strascichi delle interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane. Continua »

Cybersecurity: Che cos’è il Dark Web e perché non ci fa paura

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Che cos’è il Dark Web e perché non ci fa paura

Surface web, Deep web e Dark web: tre modalità d’accesso diverse a contenuti online che possono essere sicuri o pericolosi, legali o illegali, morali o immorali

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 7 dicembre 2016

Il web non è solo quello che conosciamo e usiamo ogni giorno. Quando parliamo di web in genere ci riferiamo ai siti web del nostro giornale preferito, dell’università, dei motori di ricerca, ai blog e ai social network. Ma questo è soltanto il surface web, il web di superficie. Il surface web è la punta dell’iceberg di tutti questi servizi che emergendo da Internet, chiamiamo genericamente WEB. Sotto al web di superficie c’è il Deep Web. Continua »

La Repubblica: Cybersecurity: manca la consapevolezza dei rischi informatici per il Paese

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Cybersecurity: manca la consapevolezza dei rischi informatici per il Paese

Furto di identià e cyberbullismo sono le due facce di un fenomeno più grande che rischiamo di continuare a sottostimare. L’esperto e consulente del governo Pierluigi Paganini spiega quali pericoli corriamo

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 21 NOvembre 2016

PIERLUIGI PAGANINI, ingegnere informatico, esperto di cybersecurity, lavora per l’Enisa, l’agenzia di sicurezza europea, ed è consulente del MEF. Autore di libri e pubblicazioni sul tema della sicurezza informatica è direttore del master in Cybersecurity della Link Campus University di Roma. Il suo blog, Security Affairs rappresenta un punto di riferimento per molti esperti ed appassionati di cybersecurity ed Intelligence. Nel giugno scorso ha ottenuto il premio come miglior blog europeo dedicato alla sicurezza  L’abbiamo intervistato in seguito ai venti di guerra cibernetica che hanno messo la confrontation Russia-America al centro del dibattito politico e diplomatico internazionale. Continua »

Cybersecurity: Non c’è bisogno degli hacker russi per manipolare il voto Usa, ecco come si fa in un video

cyber_securityNon c’è bisogno degli hacker russi per manipolare il voto Usa, ecco come si fa in un video

Ecco perché gli hacker russi non possono alterare la scelta del prossimo presidente americano, mentre i brogli sono possibili se si modificano i computer che contano i voti elettorali

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 7 novembre 2016

La tanto temuta manipolazione dei risultati elettorali americani è solo una speculazione teorica. Il giornalista di Fortune Jeff Roberts appare però tra i pochi con il coraggio di dirlo. Tuttavia, seppure è difficile un’azione su larga scala di manipolazione a distanza delle elezioni, la possibilità di taroccare le macchinette per il computo dei voti non è così remota come hanno dimostrato gli esperti di cybersecurity di un’azienda privata. Continua »

Cybersecurity: Se non hai aggiornato il tuo iPhone fallo subito, prima che ti ci entrino dentro

cyber_securitySe non hai aggiornato il tuo iPhone fallo subito, prima che ti ci entrino dentro

La Apple ha appena rilasciato una serie di patch per risolvere i problemi di funzionamento dei suoi prodotti di punta: l’iPhone, l’iPad, l’Ipod Touch, l’Apple Watch e l’Apple TV

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 27 ottobre 2016

Una semplice immagine potrebbe essere il cavallo di troia capace di prendere il controllo del tuo iPhone. E non solo, anche dell’iPad, o perfino dell’iPod che usi per ascoltare musica.
A raccontarlo per primi quelli della redazione di Hacker News che hanno scoperto come una semplice JPEG o un Pdf possano essere all’origine di tanti guai quando si visita un sito o si apre una email in grado di eseguire da remoto del codice malevolo. Continua »

Chefuturo! Perché Snowden consiglia di usare Signal per chattare e telefonare senza farsi intercettare

Signal è un’app per telefonare e chattare in maniera sicura, facile e affidabile. Si scarica gratuitamente da Google Play o dall’App Store ed è la preferita da Edward Snowden, il whistleblower della national security agency che ha svelato le pratiche della sorveglianza di massa operate dal governo americano. Snowden, tornato alla ribalta per il film di Oliver Stone nelle sale in questi giorni, è un esperto di spionaggio elettronico e per questo sta anche lavorando a un telefonino anti-intercettazioni. Ed è un fan di Signal.

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