Innovazione tecnologica

Il Manifesto: Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 21 Giugno 2018

Le agenzie militari e di intelligence di tutto il mondo conducono da tempo guerre informative segrete nel cyberspazio. I meme delle loro psy-ops, le operazioni di disinformazione, influenzano profondamente le percezioni pubbliche della verità, del potere e della legittimità. La campagna del presidente Trump e il ruolo di Cambridge Analytica sono finiti sotto osservazione per il microtargeting, il dark advertising e le fake news, ma non sono state solo le elezioni presidenziali americane del 2016 ad essere caratterizzate da un mix di notizie false, intromissioni straniere, attacchi informatici e propaganda social.

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Il Manifesto: ProtonMail, sicurezza «atomica»

P come password. La password del telefonino, del computer, del social network preferito, è sempre la prima linea di difesa contro chi vuole trasformare in un incubo la nostra vita digitale.

E questo vale soprattutto per l’email. A patto che sia una email sicura, come ProtonMail, ad esempio.

ProtonMail è un servizio di posta elettronica cifrata inventato nel 2013 al Centro di ricerche nucleari di Ginevra, il Cern, per consentire, grazie all’uso della crittografia, l’uso di un sistema di posta più affidabile di quelli gratuiti come Gmail, Hotmail e Yahoo! (gli ultimi due sono i più bucati al mondo).

A capo del progetto c’è un’intera community di scienziati e attivisti per la privacy: basato su software open source, ProtonMail è facile da usare e ha un design moderno. Continua »

Il Manifesto: Buon compleanno al Web

W come Web. Www come World Wide Web. Web, Ragnatela quasi mondiale. Il 12 marzo del 1989 uno scienziato inglese, Tim Berners Lee, presenta il progetto di un sistema di condivisione di documenti elettronici per facilitare la comunicazione e la cooperazione scientifica tra i suoi colleghi del centro di ricerche nucleari di Ginevra, il Cern, quello del Bosone di Higgs, per intenderci. Continua »

LIbri: Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica

Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica

di De Luca, Terzi di Sant’Agata, Voce

Nel capitolo scritto per questo libro, “La sicurezza informatica è un diritto umano” provo a spiegare l’importanza di garantire la privacy nell’Infosfera e perché è importante porre un freno all’hacking di stato. Il libro si chiama Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica (Franco Angeli, 2018).

Altri autori amici presenti nel libro sono Pierluigi Paganini e Luigi Martino. Buona lettura a tutti.

Cybersecurity: “Be aware, be digital”: parte la campagna del governo per la cybersecurity di giovani e imprese

“Be aware, be digital”: parte la campagna del governo per la cybersecurity di giovani e imprese

L’intelligence italiana scende in campo per insegnare ai giovani l’importanza della sicurezza informatica e della tutela dei propri dati personali in rete. Video promozionale, app e fumetti sono i veicoli della campagna

di Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 4 Dicembre 2017

“Be aware, be digital”, consapevolezza e libertà digitale. Il Governo lancia una campagna sulla cyber sicurezza tra i giovani. Annunciata lo stesso giorno del decennale della riforma dei servizi di intelligence, il 4 dicembre, alla presenza di Paolo Gentiloni e del presidente Mattarella, la campagna, promossa dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica, in collaborazione con il mondo della ricerca, punta ad aumentare la conoscenza dei rischi che si incontrano nel cyberspace. Continua »

La Repubblica: Dichiarazioni di principio ma poche vere scelte al G7 dei ministri dell’industria e della tecnologie

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Dichiarazioni di principio ma poche vere scelte al G7 dei ministri dell’industria e della tecnologie

Nanotecnologie, intelligenza artificiale e cybersecurity. Le raccomandazioni elaborate dopo un sottile lavoro diplomatico, puntano a difendere il cittadino, la sua privacy e la natura aperta e libera della Rete

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 27 Settembre 2017

AL TERMINE della riunione ministeriale del G7 di Venaria Reale (Torino), dedicata alla tecnologia dell’informazione e all’Industria, l’impressione è di avere fra le mani un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista. Poco stringenti le raccomandazioni elaborate dopo un sottile lavoro diplomatico, molte invece le dichiarazioni di principio, a cominciare da quella di sostenere produttività e sviluppo mantenendo la rete Internet aperta, inclusiva, affidabile e sicura. Una dichiarazione che richiama parecchi punti del lavoro fatto dalla commissione Rodotà per la Carta dei Diritti di Internet. A parte qualche screzio dietro le quinte sui temi delle autorità di certificazione, il ruolo dei robot nel mondo del lavoro e la divergenza di vedute circa la gestione della privacy tra le due sponde dell’Atlantico, il summit è stato un’occasione per ribadire i principi di una globalizzazione economica trainata da Internet ma improntata ai valori propri delle democrazie liberali lì rappresentate da Canada, Usa, Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Giappone.
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Libro: Il futuro trent’anni fa. Quando internet è arrivata in italia

il futuro trent’anni fa
quando internet è arrivata in italia

a cura di laura abba e arturo di corinto

 

Il 30 aprile 1986 dal CNUCE di Pisa fu inviato un pacchetto IP di dati al centro di Telespazio, a qualche centinaio di km nella piana del Fucino, la cui antenna a sua volta lo trasmise via satellite a Roaring Creek, in Pennsylvania. Dagli USA rispose un computer.

La prima connessione in Italia era stabilita.
Un pugno di visionari, ingegneri, hacker, cantastorie, da allora non ha mai smesso di credere di poter creare nel cyberspazio una civiltà della mente. E di forgiare “un futuro più giusto e più ricco per l’intera umanità costruito sulla collaborazione e non sulla competizione, sulla conoscenza libera ed aperta e su quel formidabile strumento di diffusione” che Internet prometteva di essere. A quell’epoca i calcolatori occupavano intere stanze, la parola blog non esisteva, i social network dovevano ancora essere inventati, però esistevano le reti a cui quelli che fecero l’impresa appartenevano: reti di computer e reti di persone. Questa è la loro storia, la storia di trent’anni di Internet in Italia.


maggio 2017

€ 15 pp.144

ebook € 4,99

www.mannieditori.it

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La Repubblica: Cyber security report 2016, il vademecum anti-hacker per la sicurezza nazionale

la-repubblica-it-logoCyber security report 2016, il vademecum anti-hacker per la sicurezza nazionale

Presentato alla Sapienza di Roma l’Italian Cyber Security Report 2016 realizzato dal Cis-Sapienza e dal Laboratorio Nazionale di Cyber Security-Cini. Un vademecum per le aziende e i decisori pubblici stilato dagli esperti della Sapienza presenta i controlli essenziali per difendersi dai cybercriminali

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 3 Marzo 2017

ROMA – ”L’Italia non ha una protezione adeguata nel cyberspace: costruiamola insieme ai privati e con una giovane e competente workforce.” Con queste parole Roberto Baldoni direttore del comitato di ricerca nazionale in cybersecurity ha aperto i lavori di presentazione dell’Italian cybersecurity report 2016 alla Sapienza di Roma. A ribadire il concetto interviene il prefetto Pansa, capo dei servizi segreti, che in chiusura dichiara: “Solo garantendo la sicurezza nel cyberspazio il nostro paese potrà entrare nella modernità”. Nell’aula magna dell’università dove campeggia L’Italia tra le arti e le scienze, il famoso dipinto di Sironi, stracolma per l’occasione, finalmente si è avuta l’impressione di una consapevolezza diffusa che per difendere l’economia di un paese sviluppato come il nostro si deve proteggere l’ecosistema Internet su cui poggiano tante attività industriali, sociali e amministrative. Continua »

Cybersecurity: Perché tutte le startup che fanno cybersecurity cercano casa in Israele

Perché tutte le startup che fanno cybersecurity cercano casa in Israele

In Israele il rapporto di collaborazione tra Università, imprese ed esercito ha creato un’eccellenza unica al mondo, finanziata da capitali di rischio internazionali

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 10 gennaio 2017

Che la Silicon Wadi israeliana sia diventata la Silicon Valley della cybersecurity forse non c’è da meravigliarsi. Le ragioni che hanno portato Israele a diventare l’hub mondiale della ricerca in tema di cybersecurity sono storiche, geografiche, sociali e culturali.
Una nazione che ha sempre dovuto difendere con le armi i propri cittadini non poteva non adattarsi ai nuovi scenari che la cyberwar tra le grandi potenze sta producendo. Continua »

Chefuturo!: Microsoft adotta Linux. Quando Free non significa gratis

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Microsoft adotta Linux. Quando Free non significa gratis

Timeo Danaos et dona ferentes. Vedremo se l’interesse di Redmond per il software libero non è solo questione di soldi
Arturo Di Corinto per Chefuturo del 20 novembre 2016

Questo matrimonio non s’ha da fare. L’annuncio dell’ingresso di Microsoft Corporation nella Linux Foundation non è stato accolto bene da tutti. Microsoft è il più grande produttore di sistemi operativi per desktop computer ed ha sempre avversato lo sviluppo del software libero e open source.
La Linux Foundation è invece una fondazione non profit che dalla nascita è devota allo sviluppo del kernel Linux e di progetti open source. È un matrimonio innaturale.

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