Allarme arancione in Italia. L’Agenzia Cyber elenca 70 vulnerabilità da correggere

Allarme arancione in Italia. L’Agenzia Cyber elenca 70 vulnerabilità da correggere

L’autorità guidata da Baldoni elenca alcune vulnerabilità critiche di Windows, Cisco, Apple e altri produttori esposte agli attacchi degli hacker vicini al Cremlino. In un documento analizzato da Italian Tech vengono elencate le contromisure da adottare

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 13 Maggio 2022

Gli ospedali hanno iniziato a ritardare gli interventi chirurgici e ad allontanare i pazienti, una fabbrica di pasta si è fermata, l’acqua è diventata marrone e la luce funziona a intermittenza. I bancomat non funzionano. Nel frattempo decine di container sono fermi al porto, treni e aerei vengono cancellati uno ad uno. Al servizio meteorologico, ai varchi delle nettezza urbana e nelle sale di controllo della polizia municipale gli operatori guardano sconsolati dei monitor muti.

Ecco come potrebbe presentarsi la cyberwar: una forza invisibile capace di colpire dal nulla e sabotare su vasta scala le tecnologie alla base della nostra società. L’evento

Non accadrà però se saremo capaci di mettere in sicurezza tutti i servizi essenziali mediati da un software come da tempo chiedono sia gli esperti che la politica. Motivo per cui i vertici dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale hanno diramato un’allerta che invita tutti i Cyber security information officer, Ciso, i loro colleghi e collaboratori, a leggere con attenzione un documento appena pubblicato dal titolo “Analisi delle vulnerabilità sfruttate in campagne cyber pubblicamente attribuite ad attori di matrice russa e relative mitigazioni”.

Attacco hacker all’Italia. Cos’è Killnet, il gruppo russo che lo ha rivendicato

Attacco hacker all’Italia. Cos’è Killnet, il gruppo russo che lo ha rivendicato

di ARTURO DI CORINTO e Arcangelo Rociola per ItalianTech/La Repubblica del 11 Maggio 2022

Offline per diverse ore i siti di Difesa e Senato, ma anche dell’Aci e dell’Istituto superiore di Sanità. Attacco anche a siti tedeschi e polacchi. Lo ha rivendicato Killnet, collegato al collettivo russo Legion, gli Anonymous di Mosca. Di cosa si tratta

L’attacco hacker in corso a diversi siti governativi italiani è stato rivendicato dal gruppo di hacker Killnet. Tra i siti messi offline anche quello del ministero della Difesa e del Senato. L’attacco non avrebbe compromesso le infrastrutture e dopo alcune ore i siti sono stati rimessi online. Il gruppo ha successivamentge rivendicato attacchi anche a diversi siti tedeschi e polacch sul proprio canale Telegram. L’attacco arriva nei giorni in cui il premier Mario Draghi è in visita ufficiale a Washington.

Cybertech Europe, il mondo della cyberdifesa raccoglie le idee

Cybertech Europe, il mondo della cyberdifesa raccoglie le idee

Il 10 e 11 maggio a Roma tornano in presenza politici, imprenditori e poliziotti per capire cosa hanno sbagliato finora e come possono migliorare la postura cibernetica dell’Italia in un mondo che non ha più confini

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica 6 Maggio 2022

Una fiera della cybersecurity con tanto di stand, incontri d’affari e panel di discussione: Cybertech Europe quest’anno torna in presenza a Roma il 10 e 11 maggio per parlare di sicurezza informatica, difesa elettronica e cyber diplomacy. E sul palco ci saranno alcuni tra gli attori più importanti per discutere di come cambiano le esigenze di sicurezza in un mondo sempre più complesso.

Preparazione, difesa e resilienza sono i temi generali dell’evento ma è facile aspettarsi che la guerra in Ucraina sarà citata in molte discussioni. Si parlerà di fintech, blockchain, cryptovalute, cloud security, intelligenza artificiale e poi di formazione, awareness, igiene cibernetica, ma ci sarà anche una sessione sulla difesa delle comunicazioni e delle tecnologie che ci proiettano verso lo spazio. Partecipato da alcune delle realtà più importanti della cybersecurity, da Leonardo ad Accenture, partner dell’evento, da BitDefender a Crowdstrike fino a Mandiant, con Checkpoint Technologies, CyberArk e SentinelOne, Cybertech Europe vedrà anche la presenza delle italiane Telsy, AlfaGroup, CyberGuru e One Identity. Sicurezza

Microsoft lancia l’allarme: le cyber-operations russe potrebbero coinvolgere i paesi Nato

Microsoft lancia l’allarme: le cyber-operations russe potrebbero coinvolgere i paesi Nato

Anche i virus informatici minacciano l’incolumità dei civili. Dall’inizio del conflitto russo ucraino si è assistito a un’escalation degli attacchi cibernetici in parallelo a quelli condotti con missili, tank e mitragliatori

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 29 Aprile 2022

Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, gli attacchi informatici russi sono stati utilizzati per supportare gli obiettivi tattici e strategici dell’esercito, ed “è probabile che quelli che abbiamo osservato siano solo una frazione dell’attività cibernetica contro l’Ucraina”. Il vicepresidente di Microsoft Tom Burton ha presentato così un dettagliato report dell’azienda di Redmond sulla guerra ibrida in corso contro l’Ucraina con l’intento di proteggere i civili da attacchi che possono avere un impatto diretto sulle loro vite e sull’accesso a servizi critici come acqua, luce, gas, distribuzione del cibo, trasporti e ospedali.

Gli alleati dell’Ucraina sono a rischio cyberwar, avvertono i Five Eyes

Gli alleati dell’Ucraina sono a rischio cyberwar, avvertono i Five Eyes

Le agenzie di cybersecurity di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti chiedono di alzare le difese informatiche e di proteggere energia, sanità, imprese e agricoltura dagli hacker sponsorizzati dal Cremlino

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 22 Aprile 2022

Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina il cyberspazio è diventato una zona di guerra calda e disordinata. E questa guerra potrebbe presto generalizzarsi a tutti coloro che sostengono il paese sotto le bombe. A dirlo sono ben otto agenzie di cybersecurity dei Five Eyes, l’alleanza spionistica delle cinque nazioni del Commonwealth (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti) che hanno pubblicato un preoccupante allarme sull’aumento degli attacchi informatici condotti da nation state actors russi, cioè hacker sponsorizzati dallo stato e gruppi criminali simpatizzanti del Cremlino come il famigerato Conti e i gestori della botnet Emotet, chiamati Mummy Spider.

Tre ricercatori italiani hanno scoperto come neutralizzare l’autenticazione a due fattori

Tre ricercatori italiani hanno scoperto come neutralizzare l’autenticazione a due fattori

All’università del Salento dimostrano un metodo efficace per aggirare la sicurezza delle transazioni online e avvisano Google, Apple & Co., che però non hanno soluzioni

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 12 Aprile 2022

E se l’autenticazione a due fattori non fosse così sicura come pensiamo? Fino a ieri la possibilità di usare un altro pin, una seconda password, ricevute via app o sms ci sembrava il modo migliore per proteggere il tesoretto digitale della nostra vita onlife, ma adesso le nostre certezze vacillano: tre ricercatori italiani hanno dimostrato che anche questo secondo livello di sicurezza può essere neutralizzato e, per un hacker malevolo, in maniera relativamente semplice.

“Siamo sotto attacco degli hacker”. Il Mite spegne tutti i computer

“Siamo sotto attacco degli hacker”. Il Mite spegne tutti i computer

L’allarme al ministero della Transizione ecologica

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Aprile 2022

Alla fine il ministero per la Transizione ecologica (Mite) ha dovuto ammetterlo: è stato un attacco informatico a motivare la scelta di spegnere tutti i server e oscurare il sito web del dicastero, ormai al terzo giorno di inattività.

Il problema era stato annunciato dallo stesso ministro Roberto Cingolani, durante una trasmissione radiofonica in cui aveva detto che erano state rilevate minacce al perimetro esterno del Mite. La formula usata per giustificare l’oscuramento della propria vetrina pubblica e il blocco dei suoi servizi aveva suggerito subito due spiegazioni: la scelta era il risultato di una eccessiva cautela del ministero o la consapevolezza mal dissimulata di avere un malware in pancia.

Almeno oggi, fai il backup dei tuoi dati. Ti diciamo come e perché

Almeno oggi, fai il backup dei tuoi dati. Ti diciamo come e perché

Il 31 marzo di ogni anno si celebra la “copia dei dati” da usare in caso di guasto, furto o smarrimento e che, secondo Verizon, rimane la difesa più efficace in caso di attacchi ransomware

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 31 Marzo 2022

“Giuro solennemente che il 31 marzo farò il backup dei miei documenti e ricordi preziosi.”

La scritta che campeggia sul sito del World Backup Day ci ricorda che questa di oggi è una delle tre date internazionali per ricordare alcuni concetti di base della sicurezza informatica, gli altri due sono infatti l’Anti-Ransomware Day che si celebra il 12 Maggio di ogni anno e il World Password Day, la Giornata mondiale della password, che si celebra ogni primo giovedì dello stesso mese.

Ormai tutti probabilmente sanno cos’è un backup ma a chi non lo sapesse ricordiamo che il backup è una seconda copia di tutti i tuoi file importanti, dalle foto di famiglia alla tesi di laurea fino alla rubrica dei clienti e all’archivio delle email.

Trenitalia assaltata dagli hacker di Hive Group: timori per i dati personali dei viaggiatori

Trenitalia assaltata dagli hacker di Hive Group: timori per i dati personali dei viaggiatori

Il gruppo russo-bulgaro attacca le Ferrovie dello Stato e fa temere l’inizio di una cyberguerra tra Russia e Italia. Ma i criminali vogliono solo soldi

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 24 Marzo 2022

Un attacco informatico paralizza Trenitalia e subito si grida alla guerra cibernetica: per tutta la mattinata di ieri, un rincorrersi di informazioni rabberciate attribuisce il blocco improvviso della bigliettazione nelle stazioni ferroviarie a un gruppo di hacker russi.

Tecnica e modus operandi sembrano propri delle gang del ransomware che colpiscono server e computer con software capaci di metterli sotto chiave fino al pagamento di un riscatto.

Il timore è che sia questo il grande attacco previsto per il 6 marzo in una comunicazione riservata dell’Agenzia per la Cybersicurezza poi trapelata alla stampa, e che non si è verificato forse proprio per l’allarme poi pubblicato dai giornali, ma che avrebbe dovuto sortire l’effetto di alzare le difese anche dentro Trenitalia.

Lapsus$ ha rubato Cortana e Bing a Microsoft

Lapsus$ ha rubato Cortana e Bing a Microsoft

I criminali di lingua spagnola hanno divulgato su Telegram un archivio compresso di software che pare essere originale. Non ci sono tracce dei codici che fanno girare Windows e Office

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/ La Repubblica del 22 Marzo 2022

Il gruppo criminale Lapsus$ annuncia di avere derubato Microsoft di alcuni gioielli di famiglia come i codici informatici di Bing, Bing Maps e Cortana, rispettivamente il motore di ricerca e l’assistente virtuale. Questo per ricordarci, semmai ce ne fossimo dimenticati, che mentre siamo tutti col fiato sospeso per le sorti della guerra in Ucraina i cybercriminali non dormono mai.

Kaspersky: “Col nostro software non si fa la guerra”

Kaspersky: “Col nostro software non si fa la guerra”

La famosa azienda russa di antivirus prende le distanze dalla guerra e spiega perché i suoi prodotti sono sicuri dopo l’annunciato decreto che li mette fuori dal mercato italiano

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 20 Marzo 2022

Il decreto arriva nella serata di venerdì direttamente dal Consiglio dei ministri e mette fuori gioco Kaspersky per il timore che i suoi software possano essere usati contro gli stessi clienti che serve in Italia. Ovviamente nel provvedimento, in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della versione finale, non si nomina Kaspersky, ma si parla di come la cyber security del Paese potrebbe essere messa a rischio dall’utilizzo di software russi – di cui Kaspersky è produttrice di punta -, perché le aziende di Mosca potrebbero smettere di fornire aggiornamenti e, quindi, esporre i clienti italiani a maggiori rischi, e ne chiede la sostituzione.

Allarme dell’Agenzia per la Cybersicurezza: “Attenzione ai software russi”

Allarme dell’Agenzia per la Cybersicurezza: “Attenzione ai software russi”

Tra i prodotti potenzialmente pericolosi per l’Italia potrebbe esserci anche il noto antivirus Kaspersky, ma l’azienda ribadisce la sua neutralità e correttezza

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 15 Marzo 2022

L’allarme sicurezza lanciato dal sottosegretario Franco Gabrielli sulla presenza di tecnologie russe nel nostro Paese non è rimasto lettera morta: dopo l’audizione del suo direttore al Copasir, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, l’Agenzia italiana per la Cybersicurezza ha diramato una raccomandazione che suggerisce di diversificare le tecnologie in uso in Italia e di fare un’analisi del rischio potenziale proprio di quelle russe, considerato il mutato quadro geopolitico.

Il direttore dell’Acn, il professor Roberto Baldoni, sentito dal Copasir il 9 marzo scorso sul tema dell’impiego di software di origine straniera e su come aumentare la resilienza del nostro Paese, ne aveva già spiegato i problemi potenziali; lo stesso Adolfo Urso, presidente del Copasir, era intervenuto successivamente, affermando che “se si parla di guerra cibernetica, la Russia va considerata la potenza più forte al mondo: si tratta di uno strumento che utilizza sia sotto forma di attacchi hacker in grado di paralizzare ospedali, centrali elettriche e tutta una serie di infrastrutture critiche, sia attraverso la disinformazione via Internet”.

In sintesi la raccomandazione diramata dall’Acn parte dalla constatazione che l’evoluzione della situazione internazionale ci obbliga a ripensare lo scenario di rischio tecnologico e, “in particolare, a considerare le implicazioni di sicurezza derivanti dall’utilizzo di tecnologie informatiche fornite da aziende legate alla Russia” pure ribadendo che non ci sono, a oggi, evidenze oggettive dell’abbassamento della qualità dei prodotti e dei servizi tecnologici forniti.

Igiene cibernetica: 5 mosse facili per proteggere la nostra vita digitale

Igiene cibernetica: 5 mosse facili per proteggere la nostra vita digitale

Password complesse, copia dei dati, aggiornamento del software, antivirus e crittografia (e un po’ di buon senso) ci aiutano a proteggere computer e smartphone

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 15 Marzo 2022

“Apriti Sesamo”: chi è che non ricorda la famosa frase di Ali Babà e i 40 ladroni? La parola magica per aprire la caverna del tesoro funzionava esattamente come la password di un computer. La parola o chiave d’accesso serve a proteggere non solo i computer, ma tutti i nostri dispositivi digitali, i servizi Web e i profili online che usiamo per lavorare, comunicare e postare sui social. Ma non basta.

Come ci laviamo le mani per evitare un’infezione, così dobbiamo tenere il computer e i dispositivi puliti e al sicuro da ospiti indesiderati come i virus (informatici, in questo caso). Per indicare l’insieme di buone pratiche quotidiane della sicurezza informatica possiamo usare il concetto di Igiene Cibernetica, una serie di princìpi pensati per minimizzare i rischi dovuti a un uso poco accorto dei dispositivi.

L’industria italiana sotto attacco deve investire in cyber-resilienza

L’industria italiana sotto attacco deve investire in cyber-resilienza

L’aggressività dei gruppi ransomware, le distrazioni aziendali, la digitalizzazione forzata, aprono le porte delle nostre aziende ai criminali. Il commento di Francesco Teodonno, IBM security leader

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 10 Marzo 2022

Bisogna investire in resilienza. Laddove la resilienza è la capacità di assorbire un urto o un trauma senza rompersi o crollare. Sembra una slogan fin troppo facile, ma è l’opinione di chi la cybersecurity la fa ogni giorno per proteggere l’economia italiana sotto attacco da troppo tempo. Noti sono i casi della San Carlo, di Euronics, MediaWorld, Bricofer, e poi quelli a Tiscali, Erg, Zegna, tutti colpiti da una qualche forma di ransomware, ma sono molti di più quelli che non fanno rumore come officine meccaniche, depositi e logistica, o che non vengono raccontati, ad esempio verso le aziende del comparto Difesa e Sicurezza, le multiutility e la farmaceutica.

Per Ibm, però, se In Italia il 27% degli attacchi è costituito da ransomware, e sfruttano le vulnerabilità del software nel 56% dei casi analizzati, il 47% degli incidenti nel nostro Paese ha colpito l’industria manifatturiera, un dato doppio rispetto a quello globale che si attesta al 23,2%.

Investire costa ma è necessario per difendersi dal cybercrime: l’avvertimento del Clusit

Investire costa ma è necessario per difendersi dal cybercrime: l’avvertimento del Clusit

Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, l’86% dei cyberattacchi globali ha motivazioni finanziarie. Nel 2021 sono stati più numerosi, mirati e di maggiore gravità, facendo danni per 6.000 miliari di dollari

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 9 Marzo 2022

Più numerosi, mirati e di maggiore impatto: così cambiano gli attacchi informatici registrati a livello mondiale dagli esperti del Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. Presentando in anteprima alla stampa il rapporto 2021 che verrà discusso al Security summit del 15 marzo, l’associazione ha diffuso una serie di dati e statistiche provenienti da un costante lavoro di analisi degli incidenti noti avvenuti in tutto il mondo e secondo il quale nello scorso anno gli attacchi gravi sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente, con un quinto degli attacchi che ha colpito l’Europa.

Scatta l’allarme: l’Italia sarà colpita da un attacco informatico

Scatta l’allarme: l’Italia sarà colpita da un attacco informatico

La notizia divulgata nei canali riservati diventa pubblica: si teme un’incursione di hacker russi ai danni dei servizi essenziali del nostro Paese

di Arturo Di Corinto per ItalianTech/La Repubblica del 5 marzo 2022

Traffic light protocol white: la notizia prima classificata come riservata diventa pubblica, dal semaforo rosso si passa a quello arancione e poi al bianco, che nel mondo della difesa cibernetica significa che è arrivata all’opinione pubblica, e la notizia è che “domenica 6 marzo potrebbero esserci attacchi cyber in Italia ai danni di enti governativi e industriali non meglio definiti”.

A lanciare l’allarme è stato lo Csirt, il Computer Security Incident Response Team dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: “Nel ricordare la necessità di adottare tutte le misure di protezione degli asset IT, in particolare quelle oggetto degli alert specifici già diffusi dall’Agenzia per la Cybersicurezza – Csirt Italia, si raccomanda prestare particolare attenzione nel giorno indicato e comunicare eventuali evidenze di attività malevole utilizzando i canali di comunicazione dello Csirt Italia”.

Perché la gang ransomware Conti si è schierata con la Russia

Perché la gang ransomware Conti si è schierata con la Russia

I cybercriminali russofoni responsabili di numerosi attacchi informatici verso le piccole e medie aziende italiane, ma anche verso la San Carlo e la Clementoni Giochi, avrebbero stretti legami coi servizi di intelligence del Cremlino

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 1 Marzo 2022

Anche i cybercriminali litigano fra di loro. Ed è solo uno degli effetti che l’aggressione della Russia verso l’Ucraina ha scatenato, trasformandola nel primo conflitto real time sul web combattuto con cyber-katiuscia informatici e propaganda computazionale.

Un membro ucraino del gruppo ransomware Conti, una gang di criminali responsabili del furto dei dati alle aziende italiane San Carlo, Artsana e Clementoni, ha fatto trapelare le chat interne della gang dopo che i leader del gruppo hanno pubblicato un messaggio filo-russo sul loro blog nel Darkweb all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina. “Il gruppo Conti annuncia ufficialmente il pieno sostegno al governo russo. Se qualcuno deciderà di organizzare un attacco informatico o qualsiasi attività bellica contro la Russia, utilizzeremo tutte le risorse possibili per contrattaccare le infrastrutture critiche dei nemici” recitava il messaggio.

#OpRussia: Anonymous dichiara guerra a Putin nel cyberspazio

#OpRussia: Anonymous dichiara guerra a Putin nel cyberspazio

Il collettivo di hacker attivisti ha mandato offline l’emittente pro-Cremlino Russia Today e rallentato alcuni siti governativi con una serie di attacchi DoS. A dargli manforte ci sono altri gruppi che si ritiene nel passato collegati agli Usa, come GhostSec

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 25 Febbraio 2022

Difendere i deboli, punire gli oppressori e intervenire dove è possibile contro le ingiustizie, il collettivo di hacker attivisti Anonymous si riprende la scena mettendosi contro la Russia di Putin. Con uno scarno tweet gli attivisti che vestono la maschera del rivoluzionario Guy Fawkes hanno annunciato che “Il collettivo Anonymous è ufficialmente in cyber guerra con il governo russo” e successivamente di avere “hackerato” il sito dell’emittente Rt news e in compagnia di altri gruppi, anche i siti del Cremlino, del Governo e del Parlamento russi, della società GazProm, insieme a molti domini militari (mil.ru, eng.mil.ru, fr.mil.ru, ar.mil.ru) come rappresaglia contro l’attacco all’Ucraina.

La guerra in Ucraina è anche sul web: allarme per un virus che cancella la memoria dei computer

La guerra in Ucraina è anche sul web: allarme per un virus che cancella la memoria dei computer

Dopo centinaia di attacchi a siti web di ministeri e banche, si è improvvisamente diffuso un wiper molto potente, KillDisk. E nei forum underground di lingua russa si invita ad attaccare target ucraini

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 24 Febbraio 2022

L’Ucraina è sotto attacco informatico da giorni. L’aggressione verso le infrastrutture digitali del Paese si è però intensificata quando il parlamento ucraino ha iniziato a discutere lo stato di emergenza per contrastare la minaccia militare russa. Gli attacchi DDoS, attacchi che impediscono di accedere ai siti web colpiti, hanno preso di mira i siti dei ministeri della Difesa, degli Esteri e degli Interni rendendoli irraggiungibili per molte ore fino ad oggi. Anche PrivatBank, la più grande banca commerciale in Ucraina, e Oschadbank, la Cassa di risparmio statale dell’Ucraina, sono state bersagliate. Gli attacchi hanno fatto seguito a DDoS e defacement di oltre 70 siti web del governo ucraino a gennaio.

I cripto-attivisti raccolgono 54 milioni di dollari per la liberazione di Assange

I cripto-attivisti raccolgono 54 milioni di dollari per la liberazione di Assange

Un progetto basato su blockchain è l’esempio di come le cryptovalute possono diventare una leva per l’attivismo politico e una nuova concezione della Rete

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 10 Febbraio 2022

Un collettivo di cripto-attivisti ha lanciato una campagna per raccogliere fondi in favore del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, e impedirne l’estradizione negli Stati Uniti, raccogliendo in pochi giorni – con la partecipazione di 10 mila persone – la cifra di 54 milioni di dollari. A parte l’ammontare della cifra si dirà che non c’è nulla di straordinario. Ma questa campagna potrebbe essere uno spartiacque nella storia dell’impegno politico in rete per diversi motivi. Intanto è stata lanciata via Telegram, “il collettore fognario di Internet”, come lo chiamano i suoi detrattori, ma stavolta l’app di messaggistica è stata usata con uno scopo etico e un intento collaborativo; la seconda è che a lanciarla sono stati dei crypto-attivisti, cioè programmatori e ingegneri, esperti di finanza decentralizzata con un’uguale passione per il mondo delle criptomonete, cioè le valute digitali elettroniche come Bitcoin, Ether, Litecoin, eccetera; la terza è che il progetto è una Dao basata su Blockchain.

Software spia, alla fine lo scandalo Pegasus è scoppiato anche in Israele

Software spia, alla fine lo scandalo Pegasus è scoppiato anche in Israele

Il programma di Nso sarebbe stato usato per hackerare alti funzionari del Paese e i testimoni del processo all’ex premier Netanhyau. E sarebbe servito anche a sorvegliare il giornalista Jamal Khashoggi, poi ucciso

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 9 Febbraio 2022

La polizia israeliana avrebbe utilizzato lo spyware Pegasus di Nso per hackerare i telefoni di personaggi pubblici, inclusi giornalisti, dipendenti del governo e collaboratori dell’ex primo ministro Netanyahu, senza un ordine del tribunale: a rivelarlo, una serie di articoli del giornale economico Calcalist a firma di Tomer Ganon.

Pegasus consente di accedere da remoto ai telefoni cellulari infettati dal software spia e sarebbe stato usato, secondo il Citizen Lab di Toronto, per sorvegliare centinaia di giornalisti e attivisti per i diritti civili in 45 Paesi del mondo, un fatto confermato dalle analisi di Amnesty International.

In Svezia la prima agenzia per la difesa psicologica contro la disinformazione

In Svezia la prima agenzia per la difesa psicologica contro la disinformazione

Cattiva informazione e manipolazione delle percezioni inducono ansia, paura e rabbia, perciò per difendere i valori della democrazia bisogna stimolare gli anticorpi della conoscenza e combattere la propaganda computazionale

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 24 Gennaio 2022

Si chiama Agenzia per la difesa Psicologica ed è la prima autorità governativa al mondo creata per proteggere il suo paese, la Svezia, dalla disinformazione. Nata il primo gennaio, con sede a Karlstad, diretta da un ex ambasciatore, Henrik Landerholm, è un’agenzia di intelligence statale “per la difesa proattiva delle informazioni” intese come risorsa di interesse nazionale ed ha l’obbiettivo di “salvaguardare la società aperta e democratica, la libera formazione dell’opinione pubblica, la libertà e l’indipendenza della Svezia”.

Come? Attraverso la difesa psicologica dei suoi cittadini appunto, e usando tutti gli strumenti conosciuti per identificare, analizzare e prevenire la disinformazione volta a influenzare indebitamente le percezioni, i comportamenti e il processo decisionale dei cittadini. Attenzione però a non confondere la cattiva informazione con la disinformazione.

“Urgente proteggere le organizzazioni umanitarie dagli attacchi cibernetici”

“Urgente proteggere le organizzazioni umanitarie dagli attacchi cibernetici”

Dopo il furto dei dati dei rifugiati il presidente della Federazione della Croce Rossa lancia l’appello

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 21 Gennaio 2022

L’attacco al movimento della Croce Rossa Internazionale ha una gravità non ancora colta appieno dalla politica e dai governi. Oltre mezzo milione di dati personali comprensivi di nome, località e informazioni di contatto di individui in fuga, dispersi da guerre e persecuzioni, migranti e prigionieri, sono stati rubati da ignoti rapinatori digitali. Ma l’attacco informatico non sarebbe originato dalla compromissione di un fornitore della Croce Rossa. Il Comitato Internazionale per la Croce Rossa ci ha svelato che si tratta di un attacco mirato ai server del Comitato stesso che raccoglie tutti i dati delle persone che loro aiutano a ritrovarsi e dialogare, anche in condizioni di detenzione. Hacker

Croce Rossa vittima di un attacco informatico: a rischio i dati di oltre 515mila “persone altamente vulnerabili”

Croce Rossa vittima di un attacco informatico: a rischio i dati di oltre 515mila “persone altamente vulnerabili”

L’attacco avrebbe avuto origine dalla compromissione di un’azienda tecnologica con sede in Svizzera, un appaltatore della Croce Rossa

di ARTURO DI CORINTO Per ItalianTech/LaRepubblica del 20 Gennaio 2022

Senza pudore e senza pietà. Ignoti attaccanti hanno avuto il coraggio di bersagliare perfino i server del Comitato internazionale della Croce Rossa rubando le informazioni riservate di oltre 500mila persone in condizioni vulnerabili, tra cui migranti, vittime di calamità naturali, parenti di persone scomparse e prigionieri di tutto il mondo, con un impatto su almeno 60 divisioni dell’organizzazione internazionale.

Attacco informatico a Thales Group: LockBit 2.0 ha pubblicato i dati rubati

Attacco informatico a Thales Group: LockBit 2.0 ha pubblicato i dati rubati

Il gruppo criminale espone nel Dark Web dati di progetti spaziali non avendo ottenuto il riscatto. Thales non fa alcuna dichiarazione sull’accaduto

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 18 Gennaio 2022

Nel primo pomeriggio del 17 gennaio la gang criminale LockBit 2.0 ha annunciato l’avvenuta pubblicazione sul Dark Web dei dati di Thales, multinazionale dell’elettronica, come aveva minacciato di fare in caso di mancato pagamento del riscatto richiesto. Adesso 1320 file apparentemente frutto di un’incursione informatica a danno del grande gruppo francese sono visibili a tutti. E si tratta di dati relativi a progetti spaziali.

Nessun dettaglio è stato reso noto su questo incidente da Thales Group. Nonostante le nostre richieste, l’ufficio stampa della compagnia ci ha fatto sapere che Thales non ha dichiarazione da fare e che Thales Alenia Space è estranea all’accaduto.

Tuttavia, in considerazione dell’evidenza acquisita e analizzata dagli esperti, è possibile affermare con un certo grado di fiducia che l’operazione condotta dal gruppo criminale LockBit 2.0 abbia impattato l’infrastruttura dell’azienda in modo da consentire ai criminali di acquisire credenziali, dati e informazioni sensibili. Considerato il settore in cui opera, sicurezza, trasporti e comunicazioni, le relazioni industriali e il materiale trattato dall’azienda, è possibile pensare a importanti ripercussioni sulla riservatezza di numerosi progetti nei settori militare, della difesa e spaziale.

Che c’entra il Bitcoin con le rivolte in Kazakistan e gli scontri in piazza

Che c’entra il Bitcoin con le rivolte in Kazakistan e gli scontri in piazza

Aumenta il costo di energia elettrica, si rallenta la blockchain e i miner kazaki protestano con la gente comune. E forse è tempo di una regolazione di tutto il mondo cripto

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 10 Gennaio 2022

Il valore del Bitcoin è crollato a 36mila euro e forse c’entra pure la protesta kazaka: sono molti gli osservatori che hanno messo in relazione l’aumento della presenza di miner illegali di criptomonete nel Paese con la decisione del governo di tassare il consumo di energia e le rivolte di piazza.

Ma che c’entra il Bitcoin con le rivolte di piazza? Da quando la Cina ha messo fuorilegge la produzione e la commercializzazione di criptovalute, molte aziende del settore si sono spostate proprio in Kazakistan per sfruttare una regolamentazione favorevole e un basso costo dell’energia prodotta da fonti non rinnovabili. Questo ha contribuito a incrementare il consumo di energia elettrica del 10% e indotto il governo ad aumentare i prezzi dell’energia con l’imposizione di nuove tasse. Tasse che hanno determinato una vera e propria ribellione dei cittadini, con morti e feriti, cui si sono aggiunti i miner legali e illegali che avrebbero soffiato sul fuoco sulle rivolte.

Con un effetto boomerang: per silenziare le proteste, il governo ha bloccato Internet, allo stesso tempo bloccando la capacità dei miner di estrarre criptovalute, impedendo l’aggiornamento della blockchain. Risultato? La potenza di calcolo globale della rete di Bitcoin è di colpo crollata del 14%, con un rallentamento globale delle transazioni in Bitcoin e una sostanziale difficoltà di minarne di nuovi.

Ricatti informatici, il 2021 è un anno da dimenticare

Ricatti informatici, il 2021 è un anno da dimenticare

Secondo gli esperti gli attacchi alle aziende italiane continueranno secondo un trend in ascesa, colpa anche della disponibilità a pagare delle vittime. Anche la franco-italiana Thales preda di hacker

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 4 Gennaio 2022

La notizia arriva nello stesso giorno in cui diventano pubblici il sito e il logo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) italiana: anche la protettissima Thales è caduta ostaggio del ransomware Lockbit 2.0.

E’ la stessa, omonima gang che lo gestisce a far sapere sul suo blog che mancano 13 giorni alla data fatidica in cui il tesoretto dei primi 1320 file esfiltrati sarà esposto al pubblico. Thales è un gruppo francese di elettronica specializzato in aerospazio, difesa, sicurezza e la sua branca italiana, Thales Alenia Aerospace, è leader nel mondo per la componentistica spaziale, ad esempio per i moduli della ISS, la Stazione spaziale internazionale fatti a Torino. La banda di criminali informatici non fornisce alcun dettaglio, solo un conto alla rovescia prima di rilasciare i dati esfiltrati. Un modo per concedere ai francesi il tempo di negoziare una richiesta di riscatto che Thales sostiene di non avere ricevuto e che fonti qualificate ritengono però già oggetto di trattativa. L’anno nuovo non poteva incominciare peggio dopo gli allarmi venuti da più fronti sui futuri obbiettivi di cyber-vandali e criminali digitali.

Falla in Java, scatta l’allarme rosso sulla Rete. E non è un’esercitazione

Falla in Java, scatta l’allarme rosso sulla Rete. E non è un’esercitazione

Gli esperti dell’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza avvertono di una vulnerabilità nel codice della Apache Foundation, tra i più diffusi al mondo e usato anche su Marte. Riguarda server, smartwatch e tablet

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 13 dicembre 2021

L’allarme è rosso, il rischio elevato e lo scenario che si sta aprendo, spaventoso. Una vulnerabilità del software Java appena identificata sta mettendo a rischio tutta la rete Internet proprio in queste ore. A confermare la notizia data il 9 dicembre da alcuni esperti, sono il sito dello Csirt, il Computer Security Incident Response Team – Italia e un successivo comunicato della neonata Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN). La vulnerabilità è stata denominata Log4Shell e la sua criticità è massima poiché permette l’esecuzione di codice da remoto senza autenticazione, e interessa applicazioni Java-based che utilizzano un prodotto Apache di nome Log4j 2, dalla versione 2.0 fino alla 2.14.1. Usandola l’attaccante può ottenere un accesso persistente alla macchina bersaglio.

Il crimine informatico e il brutto 2022 che ci aspetta

Il crimine informatico e il brutto 2022 che ci aspetta

Secondo le maggiori aziende mondiali di cybersecurity dobbiamo aspettarci attacchi ai pagamenti digitali, a vaccini e telemedicina, agli apparati industriali e agli sport online

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 12 Dicembre 2021

Dove ci sono dati, ci sono violazioni dei dati, poiché con più persone online, nascono nuove vulnerabilità: questa tesi, ripetuta più volte all’Internet governance Forum di Katowice (in Polonia), può apparire banale, ma non lo è se si tiene conto del fatto che anche se 3 miliardi di persone non hanno ancora accesso alla Rete, durante la pandemia il numero di utenti connessi online è aumentato di 800 milioni.

Come denunciare la diffamazione sul web e rendere più facile produrre le prove digitali

Come denunciare la diffamazione sul web e rendere più facile produrre le prove digitali

Tommaso Grotto di Kopjra: “Non basta uno screenshot per provare un illecito. Le tecnologie legali invece offrono strumenti in grado di supportare persone vittime di bullismo, stalking, revenge porn e diffamazione online. Per questo abbiamo realizzato Web Forensics”

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 5 Dicembre 2021