Il Manifesto

Il Manifesto: Anonymous divulga i dati di lavoratori e sindacalisti

Anonymous divulga i dati di lavoratori e sindacalisti

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 13 Settembre 2018

Tesoro, Giustizia, Ambiente: gli Anonymous italiani hanno fatto man bassa dei dati personali di centinaia di lavoratori, dirigenti e sindacalisti di quei Ministeri e ieri sera li hanno diffusi sul web. Tra i dati divulgati ci sono perfino quelli degli attivisti dell’Unione Sindacale di Base.

Si tratta di un tesoretto di nomi, cognomi, email, password in chiaro e crittografate, copiati e incollati su pagine web temporanee, i pastebin, che permettono di pubblicare frammenti di testi informatici usati nel passato dai programmatori per la scrittura cooperativa di software.

Nel caso dei profili legati ai sindacati di base sono state rese pubbliche anche le singole donazioni in favore del sindacato e i versamenti nominativi a favore degli operai dell’Ilva.

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Il Manifesto: Furti e truffe? Fatti aiutare dall’amico hacker

Furti e truffe? Fatti aiutare dall’amico hacker

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 6 Settembre 2018

Aumentano i furti e le truffe informatiche? L’estensione ufficiale di Chrome per il servizio di condivisione di file MEGA.nz è stata compromessa con un software malevolo che ruba nomi utente e password ma anche le chiavi private dei conti in criptovaluta. Il codice maligno si attiva quando l’utente utilizza i servizi di Amazon, Microsoft, GitHub, MyEtherWallet e MyMonero. L’estensione invia tutti i dati raccolti a un server situato in Ucraina. Il comportamento malevolo è stato individuato due giorni fa da uno sviluppatore italiano dal nome in codice SerHack mentre analizzava il codice sorgente del software.

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Il Manifesto: Le credenze sono più pericolose degli hacker russi

Le credenze sono più pericolose degli hacker russi

Hacker’s dictionary. Bufale e chatbots, sono diventati il perno di campagne di disinformazione per influenzare gli orientamenti degli elettori e dei decisori pubblici. La fake society è già qui

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 23 Agosto 2018

Tre giorni fa l’allarme di Microsoft attraverso il New York Times di un nuovo Russiagate in prossimità delle elezioni di Midterm negli Usa, poi la notizia delle espulsioni di profili fasulli da Facebook e Twitter: la minaccia alle democrazie occidentali sembra passare dal web. Continua »

Il Manifesto: Come ti scopro la Botnet su Twitter

Come ti scopro la Botnet su Twitter

Hacker’s Dictionary. Come si può influenzare la narrazione di eventi in corso via Internet e usando software che si comprano per pochi euro nel Dark Web

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 9 Agosto 2018

È certamente possibile influenzare la narrazione di eventi in corso. Se ancora oggi viene fatto attraverso i titoloni dei giornali e le veline televisive la novità è che si può fare anche via Internet senza ricorrere a persone in carne ed ossa, ma usando software che si comprano per pochi euro nel Dark Web e che i più esperti possono programmare da soli. Continua »

Il Manifesto: Toc, toc: chi possiede i miei dati?

 
Toc, toc: chi possiede i miei dati?

Hacker’s dictionary. Per sapere cosa sanno di noi i singoli siti che usiamo, oggi è possibile consultare My Data Request

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 2 Agosto 2018

Gli scandali relativi all’uso improprio dei nostri dati personali sono destinati a continuare. Non li conosceremo mai tutti quanti, non ci saranno sempre audizioni parlamentari a imbarazzare chi non ha vigilato sulla nostra privacy, e non ci sarà sempre la stessa copertura mediatica dell’affaire Cambridge Analytica, perciò è bene correre subito ai ripari. Continua »

Il Manifesto: Riforma sbagliata, ci vuole un copyright 2.0

 Riforma sbagliata, ci vuole un copyright 2.0

Una riforma frutto di tatticismi e mediazioni al ribasso per proteggere un patrimonio comune, la conoscenza nell’era digitale

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 5 Luglio 2018

Oggi il Parlamento Europeo vota per la riforma del copyright. Una riforma frutto di tatticismi e mediazioni al ribasso per proteggere un patrimonio comune, la conoscenza nell’era digitale. Due dei suoi articoli più controversi, il numero 11 e il 13, introducono il primo una sorta di tassa per chiunque riproponga online contenuti creativi anche parziali, come un link e la sua descrizione, senza pagare il giusto compenso ai titolari dei diritti; mentre il secondo mira ad applicare un controllo preventivo ai materiali digitali caricati su piattaforme come Youtube, social network o siti collaborativi affinché non violino il copyright. Continua »

Il Manifesto: «Internet gratis per mezz’ora» è un’idea populista

«Internet gratis per mezz’ora» è un’idea populista

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 GIUGNO 2018

L’Italia è stato il quarto paese al mondo a collegarsi ad Internet. Era il 30 aprile del 1986. Dai computer del Cnr di Pisa un messaggio di saluto veniva inviato a Roaring Creek in Pennsylvania ricevendone risposta attraverso i satelliti Telespazio del Fucino, in Abruzzo.

La piattaforma di connessione “fra computer diversi appartenenti a reti eterogenee” su cui aveva viaggiato si chiamava ancora Arpanet, dal nome della struttura di ricerca che l’aveva progettata prima come ufficio civile presso la Casa Bianca del presidente Eisenhower e poi come struttura della Difesa, da cui il nome successivo Darpanet. Ma non fu mai un progetto dei militari, anche se fu da essi finanziato. Continua »

Il Manifesto: Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Le guerre del futuro si combatteranno nei nostri cuori

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 21 Giugno 2018

Le agenzie militari e di intelligence di tutto il mondo conducono da tempo guerre informative segrete nel cyberspazio. I meme delle loro psy-ops, le operazioni di disinformazione, influenzano profondamente le percezioni pubbliche della verità, del potere e della legittimità. La campagna del presidente Trump e il ruolo di Cambridge Analytica sono finiti sotto osservazione per il microtargeting, il dark advertising e le fake news, ma non sono state solo le elezioni presidenziali americane del 2016 ad essere caratterizzate da un mix di notizie false, intromissioni straniere, attacchi informatici e propaganda social.

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Il Manifesto: Il tuo Dna in vendita al mercato nero

Il tuo Dna in vendita al mercato nero

Hacker’s dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 13 Giugno 2018

Oggi con soli 69 euro si può risalire alla propria origine etnica e trovare dei parenti che non sappiamo di avere grazie al test del Dna.

Almeno questo è quello che dice di poter fare il sito MyHeritage, in grado perfino di darci informazioni sui nostri antenati cercandone il nome in un gigantesco database di documenti storici e giornali d’epoca. Il nostro albero genealogico invece può essere ricostruito gratis online avvisandoci via email delle corrispondenze trovate di volta in volta.

Il sito My Heritage è stato hackerato. Continua »

Il Manifesto: Le aziende di sicurezza barano

Le aziende di sicurezza barano

Hacker’s dictionary. Per quanto riguarda la mappa del rischio il sistema produttivo nazionale investe troppo poco anche a fronte di danni ingenti che ne rallentano l’operatività e ne aumentano i costi di servizio dopo l’attacco

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 7 Giugno 2018

Le aziende di sicurezza informatica che vendono sistemi difensivi suggeriscono alle aziende le soluzioni più costose e non quelle migliori.

Questo è quanto si legge nella relazione annuale della Banca D’Italia diffusa il 29 maggio 2018. La spiegazione secondo il rapporto è che «due imprese su tre dichiarano di istruire i dipendenti sull’uso sicuro dei dispositivi informatici, più della metà di svolgere analisi sulla vulnerabilità delle reti, mentre solo un terzo ricorre alla cifratura dei dati, una pratica meno costosa rispetto alle altre, ma assai efficace». L’ipotesi che gli estensori fanno è l’esistenza di un’asimmetria informativa che penalizza i clienti e avvantaggia i fornitori, proprio come accade in molti contratti bancari e assicurativi.

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